Cittadella, senza Iori che fatica!

Cittadella, senza Iori che fatica!

Due k.o. di fila al Tombolato con l’assenza del regista: è un caso?

Parafrasando la massima di Orwell, vien voglia di dire che «tutti i giocatori sono uguali, ma alcuni lo sono più degli altri». Hai voglia a ripetere che la rosa di questo Cittadella conta 24 titolari e che non ha senso parlare di “riserve”! Se si va a guardare cosa accomuna le uniche due sconfitte – consecutive – subìte al Tombolato dagli uomini di Venturato in questa stagione, si scopre che un elemento che ritorna c’è: in entrambi i casi in cabina di regìa mancava un certo Manuel Iori, infortunato nello 0-2 incassato dalla FeralpiSalò e squalificato sabato nel match vinto dal Sudtirol per 3-2. Per carità, due indizi non fanno una prova e va anche detto che il centrocampista era in campo contro l’Albinoleffe, quando i granata incapparono nel primo stop del loro campionato. Ma affermare che Iori in questa squadra è “insostituibile” non sembra un’eresia. Con la Feralpi è stato Bobb a rilevarlo, giovane che ha qualità e personalità ma che ricade ancora in qualche ingenuità dovuta all’inesperienza. Con gli altoatesini è toccato a Sgrigna, e anche qui c’è da dire che la bontà dei piedi del fantasista romano non si discute, nessun altro, tuttavia, sa fare filtro davanti alla difesa con l’intelligenza tattica del capitano, come si è visto in occasione dei primi due gol incassati dagli altoatesini. L’azzardo Bonazzoli. In questo Citta c’è un asse portante centrale che parte da Pascali, passa per Iori e Chiaretti e arriva a Litteri. Sabato l’asse era dimezzato, perché mancava pure Pascali, elemento che, per caratteristiche tecniche e carisma, non ha pari. Peraltro, sui tre finiti alle spalle di Alfonso, al netto della leggerezza finale di Salvi, che ha regalato rigore e match all’undici di Giovanni Stroppa, le giustificazioni non mancano: oltre a Pascali, erano assenti Scaglia e Donazzan, con Cappelletti e De Leidi assieme in mezzo alla retroguardia per la prima volta in questo campionato. Decisioni obbligate, queste. Partire con Bonazzoli titolare è stata, invece, una scelta tecnica di Venturato. Una mossa che non ha pagato, perché giocare con due prime punte molto “fisiche” come il mantovano e Litteri ha reso più scontata la manovra d’attacco, mentre di palloni buoni dalle fasce, che i due avrebbero potuto sfruttare, ne sono arrivati pochi. Inserire prima un elemento imprevedibile come Jallow o Bizzotto avrebbe probabilmente permesso di creare qualcosa di più. Paolucci out. A Cuneo, domenica (ore14), nella prima giornata di ritorno, si rivedranno sia Iori che Scaglia, ma quasi certamente, oltre allo squalificato Salvi, mancherà Paolucci. Il centrocampista ha accusato il riacutizzarsi di un fastidio muscolare all’adduttore sinistro e sarà valutato meglio soltanto domani, quando il gruppo tornerà al lavoro dopo due giorni di pausa. Anche Benedetti contro il Sudtirol si è chiamato fuori per i postumi della botta al perone destro che l’aveva costretto al lavoro differenziato in settimana. Entrambi non erano al meglio: non è un caso se i problemi maggiori sono arrivati dalla loro fascia. Alessandria regina d’inverno. In molti sabato, nella sala-stampa del Tombolato, erano convinti che il Cittadella avesse comunque conquistato il titolo di campione d’inverno al termine del girone d’andata, chiuso con gli stessi 32 punti dell’Alessandria. In realtà, il simbolico trofeo va ai piemontesi, che vantano una migliore differenza-reti (+13 contro +7). Il criterio che prevede di considerare gli scontri diretti in caso di parità di punti – che al momento avvantaggia i granata in virtù del 2-1 dello scorso 31 ottobre – sarà valido infatti solo a fine stagione, dopo le gare di ritorno. Intanto, del Cittadella si parlerà anche stasera alle 21 nel programma “Lunedì granata”, in onda su Telecittà (canale 194): ospiti Ezio Glerean, Stefano Marchetti e Karel Zeman.
(Il Mattino)

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