Cittadella, Venturato: “Giusto gioire ma nel calcio bisogna sempre guardare avanti e porsi nuovi traguardi”

Cittadella, Venturato: “Giusto gioire ma nel calcio bisogna sempre guardare avanti e porsi nuovi traguardi”

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L’aritmetica promozione è stata raggiunta ma la stagione del Cittadella non è ancora terminata. Tre gare di un campionato da onorare e la Supercoppa di Lega Pro attendono ancora i granata e il tecnico Roberto Venturato ci tiene a tenere i suoi giocatori sulla corda come dichiara al Gazzettino: “Dobbiamo essere consapevoli che nella vita e nel calcio si deve sempre guardare avanti. Le vittorie fanno parte del passato e noi nel prossimo mese abbiamo ancora tre partite di campionato e il pool scudetto che dobbiamo affrontare con lo stesso atteggiamento tenuto finora. Essere felici deve rappresentare uno stimolo in più per continuare ponendoci sempre nuovi traguardi”. Una mentalità vincente da inculcare alla squadra già dal finale di questa stagione per non farsi trovare impreparati in futuro. Poi il tecnico torna sull’annata fantastica dei granata: “È giusto gioire per il traguardo raggiunto a quattro giornate dalla conclusione del campionato. È raro che questo succeda e noi ci siamo riusciti grazie al lavoro di molti che hanno svolto con dedizione e competenza i propri compiti. Voglio ringraziare i miei collaboratori dello staff tecnico che hanno lavorato con me e quelli che mi sono stati vicino lavorando per raggiungere l’obbiettivo. In particolare i giocatori, che sono stati sempre concentrati sulla preparazione, la società che ci ha supportato in ogni necessità, soprattutto il direttore generale Stefano Marchetti che sa trasferire a tutti valori importanti, il presidente Andrea e la famiglia Gabrielli che ci mettono tanta passione, ma non voglio dimenticare nessuno dai dirigenti all’ultimo dei collaboratori, dai magazzinieri agli addetti al campo, ai tifosi e ai rappresentanti delle istituzioni perchè quando si vince siamo tutti primi». Il Cittadella è una grande famiglia e Venturato è conscio che solo costruendo un gruppo così unito potevano arrivare certi tipi di risultati: “Alla partenza c’erano nel nostro girone sette-otto squadre con organici e ambizioni di vertice. Noi ci siamo imposti con un calcio propositivo e una crescita costante dovuta all’impegno dell’intero ambiente. Abbiamo raggiunto una nostra identità creata con il lavoro e una filosofia di gioco che abbiamo il dovere di mantenere. Guai a mollare adesso, con più serenità dobbiamo ancora migliorare”.

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