Foschi: “Sono arrabbiato e amareggiato”

Foschi: “Sono arrabbiato e amareggiato”

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Non l’abbiamo visto a fine partita in sala stampa, ma almeno l’abbiamo sentito. Urloni ad Ascoli di Rino Foschi a qualche metro di distanza in linea d’aria, un’aria probabilmente spostata dall’intensità delle sue parole. Direttore, ma con chi ce l’aveva? Il simpaticone Foschi deve amare la musica di Rossini, perchè ne attua sempre il crescendo appunto rossiniano, infervorandosi nella conversazione (sia chiaro, civilissima) quasi volesse imitare l’assessore “varie ed eventuali” di Zelig, ovvero Paolo Cevoli.

Senza riportare il gioco consequenziale di domande e risposte che con Foschi diventa sempre amabilmente frenetico, fissiamo alcune linee-chiave dell’intervista. «Le urla? Soltanto uno sfogo con me stesso, perchè ero incazzato e lo sono ancora, in quanto la squadra non viene premiata sul campo».

Le tre sconfitte consecutive. «Succede, nel calcio si vince e si perde. Meritavamo di perdere a Vicenza? No. Meritavamo di perdere con il Varese? No. Meritavamo di perdere ad Ascoli? No, li abbiamo inchiodati per venti minuti nella loro area – l’hanno ammesso anche loro – abbiamo colpito due pali. E allora, Succi con il Varese prende il palo interno, e stavamo vincendo per 2-1 a sette minuti dalla fine, ad Ascoli Legati colpisce ancora il palo interno e Filippini la traversa. È crisi questa? E degli assenti, chi parla? Vantaggiato, El Shaarawy, Di Nardo sono giocatori importanti, per essere competitivi bisogna avere anche loro. Lo dico a caratteri cubitali: sono arrabbiato e amareggiato. Abbiamo tanta, tanta e tanta sfortuna, ma questo non vuole essere un alibi. In questo momento ci gira male tutto. Ma non dobbiamo abbatterci, perchè la strada è quella giusta e credo che alla fine saremo ripagati dai risultati». Un’alluvione di parole, pronunciate alla velocità di quella luce che però manca attualmente ai biancoscudati.

La domanda sorge allora spontanea: pensando alle tre sconfitte consecutive del Padova, saranno ridimensionate le ambizioni? Scatto linguistico di Foschi come Bolt: «Ma quali ambizioni? Vogliamo disputare un campionato di transizione, preparando il lavoro per il prossimo anno». Transizione? Marcello Cestaro proprio al Gazzettino ha dichiarato alla vigilia della partita di Ascoli che “è un dovere puntare ai play off”, aggiungendo: «D’ora in poi darò una pacca sui maroni (non al ministro, ndr) a chi parla di salvezza, bisogna puntare in alto». «Transizione vuole dire dalla media classifica in su». Ma sono compresi i play off? E anche qui, soprattutto qui, Foschi dimostra la sua speciale arte di gettare positività sull’ambiente rimanendo aziendalista, parlando di “buono, ottimo campionato”. Insomma, una transizione allargata, che nulla esclude.

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