Il commento di Dal Canto sui nuovi acquisti

Il commento di Dal Canto sui nuovi acquisti

Moglie e figlia sono rimaste in Sardegna, nella casa di San Teodoro. Alessandro Dal Canto è invece rientrato a Dueville sabato sera, dato che il count-down in vista della nuova stagione sportiva toccherà lo “zero” giovedì, quando scatterà a Bresseo la fase del pre-ritiro. Nessuna nostalgia però per il mare e la sabbia. «Di ferie ne ho fatte a sufficienza – esordisce Dal Canto – I primi quindici giorni siano stati di vacanza in tutto e per tutto, ma sono rimasto in contatto con Foschi e con la società tutti i giorni. Quindi, sempre presente con la testa nelle vicende della squadra».

Sono stati ufficializzati sei arrivi. E allora, sotto con un giudizio. Tanto per cominciare, Perin e Jelenic: «Due dei ragazzi più meritevoli dello scorso campionato Primavera. Sono interessanti, e di enorme prospettiva». Perin si giocherà il posto alla pari con i colleghi di reparto? «Assolutamente sì». Passiamo a Lazarevic: «Ha già un campionato di serie B alle spalle, ed è stato uno dei giovani più interessanti. Un ottimo innesto». È il turno di Osuji: «Possiede caratteristiche diverse dai centrocampisti che abbiamo. È molto aggressivo nella fase di non possesso palla, e ha una buona personalità. Un ottimo colpo». Sempre in tema di centrocampisti, Marcolini: «Un giocatore di grande qualità sotto tutti i punti di vista. Lo conosco personalmente, un ragazzo eccezionale». Può coesistere con Italiano? «I calciatori bravi possono sempre giocare insieme, ma tutto sta nel trovare i giusti equilibri». Quindi, Franco: «Tante squadre di B lo hanno cercato, siamo stati bravi e svelti a portarlo a casa. Con lui e Renzetti a sinistra siamo coperti». Affermazione che ci fornisce un assist, dato che la posizione di terzino destro è attualmente scoperta: «È sotto gli occhi di tutti, ma abbiamo tempo sino a fine agosto. Si tratta di un ruolo delicato, e troveremo i giocatori che fanno al caso nostro prediligendo nella ricerca la qualità».

 Andiamo a lei. Prima esperienza da inizio stagione come tecnico di una prima squadra, cosa cambia rispetto al ritiro con la Primavera? «Non molto sul campo, se non lo faccio con uno staff molto più ampio. Poi la gestione degli adulti è diversa, ma non è questione che mi preoccupa. Il lavoro è finalizzato per affinare sistema di gioco, sinergie tra i giocatori, e condizione fisica». A proposito, punta ad avere un gruppo da subito brillante? «L’anno scorso ho trovato una squadra che ha corso fino alla finale play off, quindi significa che è stata preparata benissimo. Non ci saranno grandi stravolgimenti». Quanto al modulo, di base sarà sempre 4-3-3: «Principalmente sì, ma non dobbiamo essere prigionieri di un sistema. Cerchiamo di prendere giocatori che all’occorrenza sappiano adattarsi a un altro sistema, ed è l’allenatore che deve metterli nelle condizioni migliori per farli rendere».

Il campionato rappresenta l’obiettivo principale, ma la Coppa Italia parte il 14 agosto. Che Padova ci dobbiamo aspettare per quella data? «L’importante è arrivare a una buona condizione per il 27 agosto, anche se magari non saremo al top. Quanto alla Coppa, nessuno vuole fare brutte figure. Giocheremo per passare il turno, e saremo pronti per affrontare l’impegno». Tra i tifosi le aspettative sono molte: «Normale per come è finito il passato campionato, e sono contento che sia così. Sappiamo di avere una responsabilità pesante, ma l’entusiasmo della gente non può che darci una mano. Affrontiamo la situazione con la serenità di sempre, e facciamo il massimo». E il suo entusiasmo alla vigilia di questa nuova avventura? «Lo stesso di quando abbiamo finito. Il cammino è stato esaltante, anche se un po’ amaro per avere perso all’ultimo soffio la possibilità di andare in A. Ma ripartiamo carichi, e consci come sempre delle nostre possibilità».

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