Il Mattino: dubbi su Kelic, bravo Valentini oppure…

Il Mattino: dubbi su Kelic, bravo Valentini oppure…

Da Il Mattino, alcuni stralci dell’editoriale a firma Stefano Edel:

Calma e gesso. Letti giudizi entusiasti sul nuovo difensore croato Renato Kelic, che il Padova si è portato a casa per intero (giusto sottolinearlo, presidente Penocchio, dopo tanti prestiti, ma ce lo lasci dire: alla buon’ora…), versando 150 mila euro alla squadra ceca in cui militava sino a pochi giorni fa. Peccato che sia fermo da fine novembre (saltate le ultime due gare per un leggero infortunio e poi c’è stata la sosta invernale), dunque che non abbia il ritmo-partita che non si acquisisce in quattro e quattr’otto, e che, soprattutto, dopo essere stato al centro di una serie di “voci” insistenti di mercato (lo avrebbero voluto Samp, Genoa e Verona), sia finito in B, e per giunta in un club che occupa il terz’ultimo posto. Noi ci limitiamo a proporre un estratto dell’articolo apparso il 23 agosto 2013 sul quotidiano Il Secolo XIX, che a proposito del possibile ingaggio da parte della società di Preziosi scriveva: «Tra le parti resta da smussare una differenza di vedute sul valore economico del giocatore: i cechi chiedono intorno ad 1 milione di euro, ma la trattativa potrebbe chiudersi sui 700 mila». Stiamo parlando di un’ipotesi di accordo risalente a cinque mesi fa, non ad un passato lontano. Come mai ora il difensore, non ancora 23enne, viene lasciato andar via per una cifra molto, ma molto più bassa? Bravo Marco Valentini, neo ds biancoscudato, oppure c’è dell’altro? Domanda lecita, nessuna dietrologia, tanto più se delle tre italiane della massima serie che si erano fatte avanti concretamente nessuna alla fine ha voluto chiudere l’affare. […] I rinforzi giungeranno entro il 31, ma intanto fra cinque giorni la squadra è impegnata nella prima sfida del girone di ritorno, a Trapani, contro una delle “rivelazioni” del campionato. Probabilmente qualcuno dei nuovi sarà gettato nella mischia, ma a grandi linee la formazione iniziale riproporrà molte facce di Avellino e dei match precedenti. E la domanda sorge spontanea, stavolta sì intrisa di (giustificata) preoccupazione: che Padova sarà? Intendiamo nello spirito e nelle motivazioni, prima ancora che a livello tattico? E dopo le critiche al tecnico da parte dei “senatori”? Restiamo in attesa di lumi, dato che nessuno parla, presidente a parte, e incrociamo le dita. Qui adesso non si può più sbagliare nulla, sarà bene ripeterlo sino alla nausea.

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