Il Mattino: Parlato inesperto? Lo era anche quando ha firmato il biennale

Il Mattino: Parlato inesperto? Lo era anche quando ha firmato il biennale

Il punto de Il Mattino a firma S. Edel:

Il succo della chiacchierata del ds De Poli con i giornalisti può essere questo: “Dispiace, ma non si poteva più andare avanti così”. Padova in crisi di identità, involuto, confuso, senza “cattiveria” agonistica. E chi guida una squadra senza più capo nè coda alla fine salta. Il calcio è questo, se le cose vanno male impone sempre un capro espiatorio. Ma in questo caso l’esonero di Parlato si sta rivelando, con il passare delle ore, la soluzione più comoda (se di comodità si può parlare…) per compensare una serie di errori (da principianti?) commessi nell’allestimento dell’organico biancoscudato in estate, poi nella gestione dello stesso, infine nel rapporto squadra-società. Le parole di Rino Lavezzini, uno che di calcio ne ha masticato e ne mastica tuttora parecchio, bastano e avanzano per inchiodare al muro i giocatori, o parte di essi. In campo ci vanno loro e, da che mondo è mondo, vincono o perdono loro. Certo, anche l’allenatore ci mette del suo, in misura variabile (approccio alle gare, psicologia, scelte di formazione e cambi), ma non può sempre essere additato come “il” responsabile di un fallimento o di una mancanza perdurante di gioco e risultati. Il duro discorso del “vice” apre uno squarcio nella cortina fumogena che anche in viale Rocco è stata sollevata, nelle ultime settimane, per difendere operazioni di “mercato” che si sono rivelate sin qui deficitarie. Parlato era inesperto, come si fa intendere nella stanza dei bottoni? Lo si sapeva pure a giugno, quando sul tavolo l’argomento di discussione primario fu il rinnovo o meno del contratto (e ciò valeva pure per il direttore sportivo). E allora perché non lo si è aiutato ascoltandolo di più, sui giocatori da prendere, dimostrandogli la fiducia che si era meritato? Nel gruppo dirigente, invece, sono accadute cose strane, tra interferenze, un eccessivo impuntarsi su alcuni papabili per la rosa con cui affrontare la Lega Pro e atteggiamenti non proprio rispettosi dei ruoli. Risultato: alcune pedine del gruppo oggi sembrano completamente inutili. Due parole sul nuovo allenatore, che ancora non c’è (il che lascia sconcertati): c’interessa molto come interpreterà il proprio ruolo, nei confronti dei giocatori prima e della proprietà poi. L’importante è che venga con le idee chiare e con una personalità forte. Serve una svolta radicale, nelle teste e nel modo di stare in campo, altrimenti i guai del Padova sono destinati a continuare.

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