Il Mattino: squadra senz’anima, naufragio Padova

Il Mattino: squadra senz’anima, naufragio Padova

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La partita vista da Il Mattino:

Il Padova riparte da dove aveva cominciato, il 24 agosto scorso, e da dove aveva concluso il girone di andata: con una sconfitta, l’undicesima della serie. […] Altro che “rivoluzione” di gennaio, qui bisogna intonare il de profundis! Perché quella messa in campo da Mutti è stata, per un’ora abbondante, una squadra senza nè capo nè coda, un insieme di giocatori che sono sembrati spaesati e incapaci di mettere insieme tre passaggi di fila, un gruppo dove il carattere e l’anima si sono persi subito, alla prima azione avversaria in area. Domanda ai dirigenti, al tecnico e ai giocatori: dopo 26 giorni di pausa, è questo il Padova che dovrebbe provare a salvarsi? Un’armata Brancaleone, ecco cosa sembra, peggiore persino di quello che avevamo lasciato a fine 2013. Mutti via? Il bilancio, per l’allenatore bergamasco, è disastroso: un punto, quello con il Siena in casa, nelle ultime quattro partite. Cosa ci vuole ancora per capire che, con uno spogliatoio che gli ha remato e gli rema contro, va esonerato? Lo sfascio è totale, il campo – specchio fedele di quanto una squadra applichi per davvero i dettami di chi la guida – ha emesso un verdetto impietoso. Sta a Penocchio e ai Valentini decidere, ma continuando così si va dritti sparati in Lega Pro. Cuffa fuori, che tristezza! Tre dei cinque nuovi acquisti nell’undici iniziale, uno solo degli “ammutinati” (Santacroce, Modesto, Vantaggiato, Cuffa e, appunto, Pasquato) salvato dall’epurazione. Se questi sono stati gli effetti del confronto avuto dalla delegazione dei senatori con il presidente, c’è poco da prendere in giro tifosi e media: Mutti, e con lui la società, hanno fatto una scelta precisa, pagando in termini di qualità e di coesione. Perché prima di rinunciare anche solo a Cuffa, bandiera da anni del Padova, ci si dovrebbe pensare non una, ma dieci, cento volte! E invece il Cabezòn è finito malinconicamente in panchina, a segnare forse, con quell’estromissione, il distacco definitivo dal biancoscudo. Partita chiusa dopo 18’. C’è una gara da raccontare, in questo venerdì “sciagurato”, tra vento gelido di tramontana, pioggia battente e sfottò dei tifosi granata. Pronti, via e dopo 3’ la “matricola” ha colpito: percussione a sinistra, cross basso di Mancosu e Basso, anticipando il confuso Laczko, ha battuto, con un piatto destro, Mazzoni. In tribuna, ad esultare, anche il neo-vescovo Pietro Maria Fragnelli, a testimoniare che qui il Trapani scatena amori e passioni a tutto tondo. Al 18’ il bis, e chi poteva firmarlo se non il capocannoniere della B? Erroraccio di Benedetti, sceso in campo influenzato come Carini, all’altezza del centrocampo a beneficio di Mancosu: controllo e partenza come una scheggia del bomber, che ha evitato il portiere in uscita e infilato. Un disastro. Tra il monologo granata e il terzo gol, firmato ancora Mancosu, di tacco, su punizione di Nizzetto ma annullato per fuorigioco dello stesso attaccante (36’), gli unici sprazzi ospiti sono venuti da Pasquato, sul quale Nordi ha respinto due volte, mentre alla terza il padovano ha sparato alto, con Ciaramitaro che gli è arrivato addosso dopo la conclusione, rischiando il rigore (42’). Reazione tardiva. Dopo l’intervallo, Mutti si è giocato la carta Melchiorri, passando al 4-2-4, poi quella di Vantaggiato (per Improta), e la reazione c’è stata, complice però il calo dei padroni di casa. Reazione che, dopo una palla-gol capitata sulla testa di Improta (20’), con deviazione alta sulla traversa, ha portato alla rete della bandiera, con Rocchi, al suo primo centro, su imbeccata di Pasquato (33’). Per il Trapani, con mister Boscaglia in tribuna perché squalificato, il finale è stato di sofferenza, sempre sotto la pioggia. Nono risultato utile consecutivo per questa splendida realtà della serie B. Contestazione ultras. Ennesima delusione per la sessantina di tifosi scesi sin qui dal Veneto, e “gemellati” con i palermitani. Alla fine, mentre Penocchio (con la moglie) attraversava il campo per recarsi negli spogliatoi, è partita una durissima contestazione dei ragazzi della “Fattori”, trattenuti a stento dagli steward. Il clima è pesante, la squadra alla deriva. Su 21 partite giocate il Padova ne ha perse 11, più del 50%. Solo un “miracolo”, a questo punto, può evitare un destino che sembra segnato. Ma, per favore, ci si risparmi almeno la figuraccia di cui è stato protagonista il Grosseto nel passato torneo. 

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