La salvezza rimane un miraggio: organico male assortito e mentalità  sbagliata

La salvezza rimane un miraggio: organico male assortito e mentalità  sbagliata

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Ecco uno stralcio dell’editoriale di oggi de Il Mattino a firma Stefano Edel:

C’è una sorta di rassegnazione in alcuni, una volta che si va sotto contro avversari bravi ma non irresistibili, tale da sconcertare: non li vedi più reagire come dovrebbe fare chi lotta per provare a tirarsi fuori dai guai, e la conseguenza è che la squadra si disunisce, allungandosi e subendo ripartenze alle volte micidiali. Serve un salto di “mentalità”, non possiamo ogni sette giorni risalire sull’ottovolante, un colpo su e uno giù. L’organico non è stato bene assortito, lo abbiamo già sottolineato: troppe scommesse, troppi azzardi su chi pure aveva giocato poco negli ultimi anni. In questo sport non s’inventa nulla, e se si osa oltre la ragionevole decenza, questi sono gli effetti… Quanto ai limiti confermati pure al cospetto della capolista, l’allenatore deve decidersi a fare scelte definitive: il portiere, ad esempio. A Padova siamo specialisti nel “farli fuori” alla prima incertezza, ma è innegabile che Colombi non dia sicurezza e che incappi in errori gravi. Se lo si difende, bisogna farlo con forza, non perché ci sono soldi in ballo da incassare da parte dell’Atalanta in base al minutaggio accumulato di giornata in giornata. L’alternativa c’è, è valida e francamente andrebbe provata. Quanto alla difesa, si lavori pure sulle palle inattive (fanno sorridere ormai le sedute a porte chiuse ogni settimana), ma si risolva per favore la questione della fascia sinistra: rivedere Laczko e Modesto non incidere per nulla, com’era accaduto a Cittadella (dove il modulo era addirittura il 3-5-2), lascia esterrefatti. Altra questione: attorno a Iori ci vogliono pedalatori-incontristi, non centrocampisti che si gettino scriteriatamente all’attacco o, peggio, corrano a vuoto. È vero, questi ha Mutti e con questi deve arrangiarsi in attesa di gennaio. Ma, una volta per tutte, finiamola con gli esperimenti e le prove, e si osi di più. 

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