Germinale fuori dal tunnel: “L’infortunio è stato un lungo calvario, ora sono pronto a dare una mano ai compagni”

Germinale fuori dal tunnel: “L’infortunio è stato un lungo calvario, ora sono pronto a dare una mano ai compagni”

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Chi al posto di Neto Pereira? Si candida Domenico Germinale, che può debuttare da titolare con la maglia del Padova, dopo aver trascorso buona parte dell’ultima stagione ai box per un brutto infortunio: “Sto bene, sono pronto a mettercela tutta per aiutare i compagni – spiega, intervistato da Il Gazzettino – Purtroppo a metà agosto mi sono procurato uno stiramento all’adduttore e ho perso un mese. Da un paio di settimane sono tornato in gruppo, e ora va bene. Di sicuro non ho i novanta minuti nelle gambe, ma che parta dall’inizio o subentri a gara in corso l’importante è poter dare una mano». Sull’infortunio dell’anno scorso, capitato con la maglia del Bassano: “Era il 22 novembre 2015, sono rientrato a trecento giorni esatti dall’infortunio. Li ho contati da quanto attendevo il mio rientro, è stato bellissimo tornare a giocare dopo aver sofferto molto. E domani sono contento di poter esserci, che sia per tutta la partita o solo per pochi minuti. Deciderà l’allenatore”. Con Altinier, tra l’altro, ha già fatto coppia ai tempi del Benevento. “Vero, ma in attacco siamo tutti giocatori validi e abbiamo caratteristiche diverse, per cui ci integriamo al meglio. Mi dispiace molto per Neto Pereira perché stava andando alla grande”. Sul momento dela squadra: “Abbiamo raccolto meno di quello che abbiamo dimostrato sul campo, e anche alcune defezioni hanno creato difficoltà. Dobbiamo dare tutto quello che abbiamo, è il momento di stringerci tutti e fare punti. A Gubbio ci aspetta una battaglia, lo so perché su quel campo ho giocato molte volte. Loro hanno entusiasmo e anche buoni giocatori, ma noi siamo una squadra che sa giocare e anche battagliare se necessario, e ci adegueremo alla situazione che troveremo. Non dobbiamo però avere fretta e ansia di vincere a tutti i costi, dobbiamo andare lì con la serenità e la cattiveria della grande squadra”. Lei è anche un fedelissimo di Brevi, dato che l’ha già avuto come allenatore alla Spal, a Catanzaro e a Como. “È una persona onesta, qualità che nel calcio è difficile da trovare. Dice sempre le cose come stanno ed è un grande lavoratore. È normale che sia un po’ amareggiato come tutti noi perché avrebbe voluto avere più punti in classifica, però ha fatto capire alla squadra che questi momenti servono per crescere e quando se ne esce è ancora tutto più bello. Per mentalità e uno che non molla mai, e la squadra la sta assimilando anche nelle difficoltà del momento”.

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