Niccolini dopo lo shock: “Fa male, mai avuto un infortunio così grave. Spero di tornare il più presto possibile”

Niccolini dopo lo shock: “Fa male, mai avuto un infortunio così grave. Spero di tornare il più presto possibile”

Oggi il difensore sarà operato dal professor Giuliano Cerulli a Perugia. Domenica sera la visita dell’ex allenatore Carmine Parlato

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Daniel Niccolini parla dopo il grave infortunio capitatogli contro il Bassano (davvero scioccanti le immagini della fotosequenza del contrasto di gioco, per chi le ha viste): “Come sto oggi? Abbastanza male – sono le parole raccolte da Il Mattino – Il ginocchio si è gonfiato, e ora sento parecchio dolore”. Oggi pomeriggio, a Perugia, il difensore biancoscudato sarà visitato dal professor Giuliano Cerulli, luminare della chirurgia del ginocchio, che deciderà tempi e modi del suo intervento. “E’ la prima volta che mi capita un infortunio così grave – continuta il difensore – perché fino ad ora l’intervento più importante che avevo subìto era stata una pulizia della caviglia. Si parla di sei anni fa, quando giocavo a Rovigo: avevo una piccola calcificazione e decisi di farmi operare. Ma andai sotto i ferri a fine campionato, per l’inizio del ritiro estivo ero già in piedi. Sensazioni? Oggi mi vedrà il dottore, se ci fosse solo la frattura tibiale potrei anche tornare in campo in due o tre mesi, ma non so cosa aspettarmi. Se ci fosse qualche altro danno, accetteremo quello che verrà. Sono cose che succedono, purtroppo fanno parte del mestiere. Mi dispiace molto, perché proprio domenica stavamo vincendo e stavo facendo vedere che in questa squadra posso dire la mia. È andata così, l’unico mio obiettivo ora è sapere che cosa sia successo davvero al mio ginocchio, operarmi il prima possibile, e poi capire i tempi di recupero». Sulla dinamica: «Sarebbe anche potuta andare peggio – spiega Niccolini, intervistato da Il Mattino – Lazar mi ha colpito sulla coscia, e per questo mi si è spostato il ginocchio. Se mi avesse preso più in basso, se mi fossi rotto tibia e perone, probabilmente i tempi di recupero sarebbero stati più lunghi. Domenica sera è venuto a trovarmi anche mister Parlato: mi ha detto di star tranquillo, che sono cose che capitano. Ma io già lo sapevo: ormai che è successo, piangersi addosso non serve a nulla. Spero di tornare in campo il prima possibile, più forte di prima. Perché questa squadra e questa città ormai sono parte di me. E poi il mio soprannome è la roccia: ho anche una reputazione da rispettare».

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