Padova-Maceratese, Petrilli: “Sarà strano entrare all’Euganeo da avversario. Voglio dimostrare che su di me si sono sbagliati”

Padova-Maceratese, Petrilli: “Sarà strano entrare all’Euganeo da avversario. Voglio dimostrare che su di me si sono sbagliati”

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«È una sensazione strana tornare all’Euganeo da avversario, mi sembra di non essere mai andato via». E in effetti sono passate solo poco più di due settimane da quando Nicola Petrilli è stato ceduto in prestito alla Maceratese, prossimo ostacolo dei biancoscudati in campionato. Se poi ci mettiamo che l’esterno torinese è stato tra i protagonisti del Padova nelle ultime due stagioni, ecco spiegato anche l’affetto dei tifosi nei suoi confronti. «Continuano anche adesso a scrivermi nei social network ringraziandomi e incitandomi nell’auspicio di un mio ritorno. Per me è un onore e motivo d’orgoglio, anche perché il Padova non è una squadretta qualsiasi». Non manca un pensiero agli ex compagni. «Mi dispiace che con il Fano siano incappati in una partita negativa, spero per loro che di giornate simili ne capitino poche: per come la squadra è stata costruita, non può perdere certe gare». Che sfida si attende? «Dopo una sconfitta del genere, i biancoscudati avranno voglia di rivalsa e andranno in campo con il sangue agli occhi. Noi però veniamo da due prestazioni ottime e martedì con l’Ancona meritavamo la vittoria. Siamo una compagine molto giovane che si basa più su aggressività, concentrazione e corsa, che sulla qualità». Insomma, i suoi ex colleghi dovranno fare i conti con una Maceratese tosta, pare di capire. «Senz’altro, molti miei compagni non hanno mai giocato in uno stadio come l’Euganeo e anche questo può essere un motivo in più per trovare la carica giusta. Il Padova troverà una squadra costruita per lottare e che vorrà dare continuità alle ultime due partite». Se le capita di segnare, esulta? «Non lo farò per rispetto delle persone che hanno sempre creduto in me. Se fosse per qualcun altro, farei una corsa sfrenata senza meta». Tra i suoi estimatori ci sono anche il presidente Giuseppe Bergamin e l’amministratore delegato Roberto Bonetto. «L’ho sempre detto che sono persone fantastiche. Non mi hanno fatto mancare mai niente facendomi sempre sentire importante. Però il calcio è fatto di scelte, anche se sono convinto che non è stata una decisione loro mandarmi via alla luce delle parole che mi hanno detto. Non ce l’ho assolutamente con loro». Immaginiamo che sabato in campo vorrà dimostrare che in questo Padova poteva starci tranquillamente. «È dal primo momento che sono andato via che aspetto questa partita. Voglio dimostrare che qualcuno si è sbagliato sul mio conto, e voglio farlo davanti ai tifosi che hanno creduto sempre in me». Dicevamo che è in prestito alla Maceratese, ma è legato da altri due anni di contratto con i biancoscudati. «Quando sono arrivato al Padova due stagioni fa il mio obiettivo era vincere con questa maglia, adesso invece è cambiato dato che mi hanno ceduto in prestito. Ma il mio traguardo è ritornare al Padova e vincere ancora». Per lei finora tre partite da titolare con la Maceratese. «Mi trovo bene, e Giunti è un allenatore fantastico e una persona umile che fa dell’esperienza il suo punto di forza. Non ho mai visto un allenatore mettersi a disposizione come fa lui con una squadra così giovane, rimettendoci anche qualcosa di tasca propria per fare stare bene il gruppo. Un esempio? Pochi giorni fa ha portato la squadra a cena e ha pagato il conto». (da Il Gazzettino)

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