Reggiana-Padova, sala stampa rovente. Bonetto: “Un furto legalizzato”. Bergamin: “Farò valere le nostre ragioni”

Reggiana-Padova, sala stampa rovente. Bonetto: “Un furto legalizzato”. Bergamin: “Farò valere le nostre ragioni”

Clima rovente in sala stampa al termine di Reggiana-Padova. I dirigenti biancoscudati lamentano l’errore del direttore di gara in occasione del calcio di rigore prima assegnato e poi revocato al termine del primo tempo. Mister Brevi non si presenta ai microfoni per l’amarezza.

Bergamin: “Abbiamo subìto un torto. Non ho capito perché l’arbitro abbia stravolto la sua corretta decisione in occasione del rigore negatoci a fine primo tempo. Chissà, probabilmente a causa delle proteste dei giocatori avversari. E non credo proprio che il guardalinee fosse nelle condizioni di vedere meglio di lui. E’ un vero peccato subire quest’ingiustizia: è facile recriminare a fine gara, ma oggi crediamo davvero sia giusto farlo. Domani ci sarà l’elezione del presidente FIGC, quindi mi lamenterò certamente con qualcuno, facendo valere le nostre ragioni”.

Roberto Bonetto: “Devono smetterla Parma e Venezia di lamentarsi: noi siamo il Padova e vogliamo essere rispettati. Noi siamo sempre stati in silenzio, ma oggi è evidente che sia avvenuto un furto legalizzato. Voglio dire solamente questo. Punto”.

Zamuner: “Bella partita, giocata a viso aperto tra due squadre forti. Noi siamo un po’ arrabbiati perché l’arbitro ha commesso un errore clamoroso cambiando idea sul rigore a fine primo tempo. Non sappiamo bene cosa sia successo, ma ciò che è certo è che l’assistente gli ha fatto cambiare idea. Ci sentiamo defraudati, perché questo è un episodio che incide sul nostro cammino. Dispiace, visto che la nostra gara era stata buona al cospetto di una formazione ben costruita. Campionato ancora aperto? La distanza ora è importante ma noi ci crediamo, perché abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Dobbiamo rimanere in alto fino alla fine e approfittare di eventuali passi falsi di Parma e Venezia. Il mister? Non è venuto in sala stampa perché era particolarmente amareggiato e non voleva commentare l’episodio a caldo. E’ un errore clamoroso, riteniamo sia grave che l’arbitro si sia fidato del guardalinee che era a trentacinque metri di distanza. Oltretutto ci ha dato due versioni diverse: prima ha detto che il tocco era involontario, poi che aveva sbagliato a fischiare. Mi sembra dunque che abbia cercato di arrampicarsi sugli specchi. Purtroppo ora ci troviamo a commentare un risultato che ci penalizza. Quell’episodio poteva cambiare l’inerzia della gara. La semifinale di Coppa col Venezia? Cercheremo di vincerla. Ci teniamo a passare il turno e per questo credo che il mister schiererà la miglior formazione. Terremo comunque conto della sfida con il Santarcangelo, centellinando le forze quanto più possibile”.

Emerson: “Stavamo per battere il rigore con Altinier, ma poi, pressato dai giocatori della Reggiana, l’arbitro è andato a parlare con il guardalinee e ci ha detto che secondo lui il fallo di mano era involontario. In vent’anni di calcio non ho mai sentito una cosa del genere. Mi ha ammonito perché avevo detto che per rispetto della nostra gente volevo abbandonare il campo. Le persone pagano il biglietto e devono assistere a un corretto svolgimento della gara. Il tocco di mano è netto, lo si vede bene dalle immagini. Ci stanno gli errori, non vogliamo regali, ma davvero non accettiamo che l’arbitro cambi idea dopo aver assegnato un rigore. Questa è una mancanza di rispetto per noi giocatori e per tutto il Calcio Padova. L’arbitro non aveva dubbi, ma la protesta dei giocatori della Reggiana lo ha fatto impaurire. Oltretutto il regolamento consente solamente al capitano di parlare con l’arbitro, quindi quella era una circostanza irregolare, visto che erano in dieci attorno a lui. Non ci piace fare polemica ma, ripeto, vogliamo rispetto. Tanto più dopo una partita giocata a viso aperto contro una squadra importante. Questi episodi possono condizionare tutto un campionato. Ora testa al Venezia: sarà una gara importantissima”.

Sbraga: “Il colpo di testa era mio, ho visto bene la palla sbattere sul gomito dell’avversario. L’arbitro ci ha detto che il tocco era involontario, ma io non ho mai visto un tocco involontario a tre metri dalla porta. Le immagini parlano chiaro. E l’episodio era molto simile al rigore assegnato contro di noi ad inizio gara. In un campionato del genere i dettagli fanno la differenza. Ai punti avremmo meritato qualcosina in più noi. E’ stata una bella partita tra due squadre forti che lotteranno fino alla fine. Siamo stati sfortunati sulle occasioni create, ma l’importante è che la squadra abbia dimostrato carattere e coesione”.

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