Padova-Brescia, Penocchio: “Non lo sento come derby. E non ho mai pensato di succedere al mio amico Corioni”

Padova-Brescia, Penocchio: “Non lo sento come derby. E non ho mai pensato di succedere al mio amico Corioni”

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Da BresciaOggi.it, articolo di Vincenzo Corbetta:

Dice di non sentirlo come un derby «perchè tutte le partite valgono tre punti». Ma il presidente bresciano del Padova che sabato sfida il Brescia sa bene nessuno può permettersi di sbagliare. I veneti sono penultimi con 10 punti, i biancazzurri a quota 14 sono al limite della zona pericolo.

DIEGO PENOCCHIO vs Gino Corioni adesso è un derby tra presidenti. Due anni fa aveva l’aria di una staffetta. Perchè Penocchio, 57 anni, titolare del gruppo siderurgico Ormis, con sede a Castegnato, a fine 2011 un pensierino a prendere il Brescia lo fece. 

Tutto nasce da un’imbeccata. Il 16 dicembre 2011, durante un incontro a Collecchio per la presentazione del nuovo centro sportivo del Parma, Tommaso Ghirardi parla con i giornalisti bresciani, che erano sulla strada per Livorno per seguire il debutto in panchina di Alessandro Calori, e si lascia sfuggire un «sarei felice se il mio vice, Penocchio, facesse il salto di qualità, se acquistasse il Brescia». 

«A Ghirardi fu posta la domanda in un certo modo – racconta ora l’ex vice presidente del Parma -. Lui colse l’ironia e rispose con una battuta. Da lì poi è nata questa storia».

Una coincidenza, dunque, che qualche giorno dopo, all’inaugurazione del suo ristorante bresciano, «I Templari», a uno dei tavoli sono seduti Corioni, Ghirardi, lo stesso Penocchio e alcuni dei maggiori imprenditori bresciani? I nomi: il lumezzanese Sandro Bertoli della Abert di Passirano (posateria, articoli da cucina); Elio Ghidoni, presidente della Ghial di Castegnato (lavorazione dell´alluminio); Tiberio Lonati dell’omonimo gruppo di Brescia che produce macchine per calze. 

«Avevo invitato 100 persone – giura il numero uno del Padova -. Corioni lo conosco da 30 anni, è un amico fraterno, un presidente da prendere a modello. Bisognerebbe fargli un monumento per quello che ha fatto e fa per il Brescia. Spero glielo dedichino il più tardi possibile, che la sua avventura continui ancora a lungo e felicemente».

Ma c’è di più. Il 27 dicembre Penocchio piomba a casa Corioni, a Ospitaletto, per una cena. Solo una visita di cortesia per gli auguri di fine anno? E il 6 gennaio eccolo in tribuna per Brescia-Crotone: «Ma io al Rigamonti ci sono andato prima e dopo – giura Penocchio -. E la mia presenza non era finalizzata a un’eventuale acquisizione della società. E il motivo è semplice: il Brescia non è in vendita, non lo è mai stato. È legittimamente di Corioni e io, da bresciano, non posso che ringraziarlo: senza di lui non avremmo avuto campioni come Baggio e Guardiola, non sarebbero sbocciati talenti come Pirlo».

IL PRESENTE parla di un derby tra presidenti preoccupati per lo stentato avvio delle loro squadre: «Purtroppo è così – conferma Penocchio -. Per motivi diversi due squadre con rose di valore non stanno rendendo come ci si aspetta. Il Padova è stato frenato dalle numerose assenze: i Nazionali, gli infortunati. Anche sabato avremo delle defezioni, so che anche il Brescia da tempo ha lo stesso problema. Ma Corioni, da grande intenditore di calcio quale è, ha allestito una squadra competitiva. Giocatori come Caracciolo e Zambelli sono di categoria superiore. Cragno è un giovane che farà strada e Felipe Sodinha ha qualità tecniche non comuni. Sarà una sfida interessante».

E gli inizi difficili a Padova? Penocchio scortato dalla Digos? «Esagerazioni. Padova è una città viva, sono felice della mia scelta estiva. È la mia squadra, l’unica adesso. E sabato voglio vincere». 

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