Sala stampa Padova-Union Ripa, Parlato: “Classifica meritata ma il girone di ritorno sarà  difficilissimo”

Sala stampa Padova-Union Ripa, Parlato: “Classifica meritata ma il girone di ritorno sarà  difficilissimo”

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Queste le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti di Padova-Union Ripa nel postpartita.

Parlato: “Non solo avrei firmato per godere di questo vantaggio ad una gara dal giro di boa, ma ci avrei anche messo qualche soldino… Questa situazione l’abbiamo meritata grazie a dei grandi ragazzi ed a una società che non ci fa mai mancare niente. Oggi era una prova di maturità ed i ragazzi fatto quello che avevo chiesto. Ho visto un buon primo tempo per qualità ed intensità, ma poi con l’infortunio di Petkovic ho dovuto fare due cambi, cosa che comunque avevo già messo in preventivo in caso di infortunio del Petkovic. Mi era capitata solamente una volta in passato una circostanza del genere. Mi è dispiaciuto sostituire Ilari. Poi ho sostituito anche Amirante, il cui ritmo era più basso rispetto ai suoi compagni, cosa che mi aveva confessato lui stesso. Se non avessimo avuto queste defezioni avremmo potuto gestire meglio gli ultimi minuti. Dedichiamo la vittoria a questo pubblico stupendo che ci sta dando fiducia dall’inizio della stagione. Svolta del campionato? Secondo me no. Basta far due pareggi per trovarsi punto e a capo. Il girone di ritorno è maledettamente difficile. Chi deve salvarsi lotterà col coltello tra i denti, idem chi vorrà accedere ai playoff. Ma ora non pensiamoci e godiamoci questo Natale. Mi sarebbe piaciuto trascorrerlo con mio papà, che invece è lassù. Avrei voluto dirgli: “Guarda papà come stanno girando le cose”. Amirante e la convivenza con gli altri attaccanti? Non è un problema. Sarei falso a dichiarare che non avrei desiderato tutta questa qualità da parte dei “vecchi” che ho a disposizione. Oggi ha fatto una bella partita segnando il 3-0 con grande qualità ed io ho cercato di tenerlo in campo il più possibile.  La gara di Valdagno? Voglio che ora i ragazzi stacchino la spina dal punto di vista mentale, poi il 27 riprenderemo ad allenarci. Difesa traballante? Qualche rischio l’abbiamo preso, ma in questa categoria ci sono sempre degli errori. Busetto? Si applica sempre al cento per cento. E’ così che sopperisce agli errori nella gestione della palla. Ma è un fatto di “coperta”: se la tiri da una parte con Cunico, Ilari ed Almirante è inevitabile che si conceda qualcosa in difesa. Ma qualche errore ci sta. Busetto e Petrilli non in condizione? Sono giocatori dal baricentro basso, si stancano prima degli altri. Ma anche perché si impegnano e corrono in continuazione. Il ritrovato entusiasmo dei tifosi? Era dovuto ridarglielo alla luce della passione che ci mettono. Non ti puoi nascondere. Ed è il minimo guardando al sostegno che ci danno. E’ un onore averli con noi, da parte nostra facciamo sempre il massimo per ottenere i risultati e farli felici”.

Bergamin: “Sono soddisfatto, oggi abbiamo conquistato i punti-salvezza (ride n.d.r.) con una bella prestazione matura e determinata. Amirante? Abbiamo indovinato l’acquisto. Sarà un Natale bello a più cinque punti, ma è più per demerito dell’Altovicentino che per merito nostro. E’ una grossa soddisfazione aver ridato entusiasmo ai tifosi, ed ora bisogna mantenerlo vivo perché se lo meritano. Il futuro è anche nelle loro mani. Questa gente ha capito che stiamo lavorando per obiettivi importanti con serietà e progettualità”.

Ilari: “Abbiamo tutti fatto una grande partita, siamo stati abili a metterla sin da subito sui giusti binari. Sono tornato in forma? In settimana mi sono allenato alla grande e mi sento bene. E’ fisiologico accusare dei cali. La mia sostituzione? E’ stata dovuta alla regola sui giovani. Purtroppo in Italia gira tutto un po’ al contrario. Uno per fare l’allenatore in realtà deve essere un ragioniere con queste regole. Ovvio che sia rimasto dispiaciuto perché mi sentivo in palla, ma non me la prendo assolutamente con nessuno se non con chi ha ideato queste regole”.

Edoardo Bonetto: “Grande soddisfazione per aver vinto questa partita anche alla luce dei venti minuti di sofferenza finale. Questi ragazzi danno sempre il massimo per la squadra. Anche i neoacquisti, basti vedere la prestazione di Amirante. Si vede lontano un miglio che c’è l’impronta dell’allenatore, non dei singoli. Infatti chiunque giochi fa sempre grandi partite. Il nostro obiettivo primario quest’estate era quello di permettere a centinaia di ragazzini di continuare a vestire la maglia del Padova, per il resto noi cerchiamo sempre di impegnarci al cento per cento per il bene di questa società. E’ questo l’importante: svegliarsi la mattina per lavorare per il bene del Padova, non per perseguire interessi personali”.

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