Sala stampa Triestina-Padova, Parlato: “Il loro pareggio non è mai stato nell’aria”. Bergamin: “I tifosi mi hanno emozionato”

Sala stampa Triestina-Padova, Parlato: “Il loro pareggio non è mai stato nell’aria”. Bergamin: “I tifosi mi hanno emozionato”

Queste le dichiarazioni rilasciate nel postpartita dai protagonisti di Triestina-Padova:

Parlato: “E’ stata una partita a due facce: il loro 5-3-2 iniziale ha tolto spazi utili sia ad Ilari che a Petrilli, ma appena abbiamo avuto un minimo di spazio ne abbiamo approfittato sbloccando il risultato. Quando si incontrano squadre così chiuse bisogna essere sempre in grado di velocizzare la manovra. Il secondo tempo, invece, è stato diverso, ed abbiamo dovuto contenere noi l’avversario. In questo senso, le sostizuzioni ci hanno aiutato. Ho inserito Zubin per dare più supporto ad Amirante, Dionisi per fornire più intensità  in un momento di sofferenza generale e Sentinelli per sistemare qualcosina sulle palle inattive, che ci stavano creando qualche difficoltà . Sofferenza nel secondo tempo? I miei ragazzi non hanno mai pensato di averla vinta, d’altra parte non ce n’è stato nemmeno il tempo siccome il loro gol è arrivato subito dopo il 2-0. Comunque il loro pareggio non è mai stato nell’aria, siamo stati abili a spegnere la loro fiammella di speranza. Petkovic? Ha recuperato dall’infortunio, ma non al cento per cento. Più calcia più il fastidio si fa sentire. Ma l’errore che ha commesso su rinvio non è stato dovuto all’infortunio. Padova meglio fuori casa? Può darsi sia così. Le statistiche dicono questo. Solitamente in casa affrontiamo squadre che si chiudono e rallentano i ritmi, mentre magari in trasferta troviamo avversari che cercano di giocare di più. E questo può essere un vantaggio per noi. I tifosi? Encomiabili. Sono partiti in mille, si sono fatti oltre due ore di macchina e ci hanno incitato durante la partita: non finirò mai di ringraziarli. Ci stanno dando una grossa mano e noi abbiamo un compito: portarli dove vogliono, che poi è dove vogliamo noi. A chi dedico questa vittoria? A mia mamma Teresa, oggi è il suo compleanno”.

Bergamin: “Questione-biglietti? Sappiamo che i nostri tifosi fanno dei sacrifici per seguirci, quindi mi è parso corretto intraprendere questa diatriba con il presidente della Triestina, con cui prima ho litigato, per poi diventarci amico. Vedere oggi quella curva mi ha ripagato: i tifosi sono stati uniti e calorosi, devo dire che mi hanno fatto emozionare. E la squadra li ha ripagati a sua volta con questa vittoria fondamentale per il nostro obiettivo. Sofferenza nel finale? C’è stata, bisognava portare più attenzione di fronte a questo avversario agguerrito apparso galvanizzato dopo il gol realizzato. Il risultato è comunque giusto, ma, in ogni caso, merito alla Triestina. Vittoria del girone? Mancano sempre meno partite, i conti si fanno meglio. Ora ci attendono due partite in casa da capitalizzare al massimo. Otto punti di vantaggio ad otto partite dal termine rappresentano indubbiamente un bel bottino”.

Petrilli: “Il mio è stato un bel gol, lo ammetto. Non era facile, ma ho visto abbastanza spazio, e ho colpito bene il pallone. Sono contento di aver segnato in un derby così importante contro una squadra blasonata come la Triestina. Sì, mi manca ancora il gol all’Euganeo, ma credo sia meglio non pensarci. In ogni caso avevo promesso in settimana che saremmo tornati alla vittoria, e sono contento di aver mantenuto la promessa insieme ai miei compagni. Tifosi del Padova? Con la Serie D non c’entrano niente. Ci sono stati vicini in questa gara non certo semplice. Ora rimangono ancora otto partite, speriamo di vederli sempre di più numerosi anche all’Euganeo e di chiudere il campionato il prima possibile”.

Ilari: “Il rigore che ho reclamato? Il loro terzino mi ha spinto da dietro, quindi era netto, ma l’arbitro non è stato dello stesso avviso. Forse avrà  ritenuto prematuro fischiarlo dopo soli dieci minuti. Ma fortunatamente dopo siamo riusciti ad indirizzare ugualmente la gara sui giusti binari, resistendo fino alla fine. Non dimentichiamo che di fronte a noi avevamo una squadra in forma. Tifosi? Erano in tanti, c’era un bell’ambiente oggi. C’era aria di calcio vero in un impianto stupendo, uno dei più belli d’Italia. Dedica del gol? Alla mia famiglia”.

Zubin: “L’obiettivo odierno era vincere. Ci siamo riusciti soffrendo un po’, ma meritatamente, quindi va bene lo stesso. Certo, avremmo dovuto chiuderla un po’ prima, ma ne siamo usciti alla grande. Dedica del gol? A me stesso, non mi erano mai capitati così tanti infortuni. Quindi il gol me lo sono meritato. Io in panchina? E’ un gruppo vincente con giocatori forti, è normale ci sia concorrenza. La Serie D non c’entra nulla con questa piazza. Passo dopo passo portiamo questi tifosi dove meritano”.

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