Sassuolo-Padova, tempo di rivincite

Sassuolo-Padova, tempo di rivincite

Sassuolo-Padova sarà un match caratterizzato dallo spirito di rivalsa, nonostante le dichiarazioni diplomatiche e non bellicose della vigilia. Da una parte mister Pea, dall’altra l’ex squadra il Sassuolo. Breve premessa: l’anno scorso il Sassuolo chiuse una stagione trionfante a 80 punti. Applausi da tutta Italia (nonostante i play-off persi contro la più quotata Sampdoria), osanna verso la società e verso l’allenatore, Pea appunto, forse il vero protagonista del miracolo neroverde. Il presidente Squinzi, che voleva la A a tutti i costi, dichiarò addirittura di voler vendere la squadra, visto che i suoi investimenti non avevano portato frutti ed in attesa di trovare chi poteva succedergli, avrebbe allestito una rosa di giovani. Pea, che aveva già avvisato Squinzi di voler lasciare Sassuolo poco tempo prima dei play-off, se ne andò, in contrasto con il dg Nereo Bonato e l’ad Carlo Rossi. Secondo indiscrezioni e rumors, sarebbe stato costretto a lasciare per la sua “vicinanza” a Squinzi (non gradita ai dirigenti sopracitati), tanto che la successiva frase attribuita al patron del Sassuolo (“Pea è un grande allenatore, Di Francesco è anche un grande uomo”) sarebbe stata distorta ad arte (secondo altre fonti in quell’occasione non ci fu alcun riferimento a Pea, ma solo elogi al tecnico attuale). Anche all’interno dello spogliatoio Pea creò divisioni: la maggiorparte dei giocatori lo ha seguito e “adorato” fino alla fine (gli 80 punti conquistati ne sono prova tangibile), ben diverso invece il rapporto con altri giocatori meno utilizzati (protagonisti invece quest’anno). Ora Pea ha la possibilità di rovinare (o, meglio, rimandare) la festa della sua ex squadra. Viceversa nel Sassuolo, c’è chi non vede l’ora di batterlo di nuovo (successe all’andata, una sconfitta che costò l’esonero al tecnico lombardo).

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