Ultimo giorno ad Asiago, Parlato ha visto 45 giocatori: “Ci sono state sorprese positive. Mi dispiace per chi non è stato confermato”

Ultimo giorno ad Asiago, Parlato ha visto 45 giocatori: “Ci sono state sorprese positive. Mi dispiace per chi non è stato confermato”

Concluso il ritiro ad Asiago (questa mattina è il programma l’ultimo allenamento), è tempo dei primi bilanci per coach Carmine Parlato, che nei dieci giorni a stretto contatto con il gruppo ha potuto vedere circa 45 giocatori. «Questo ritiro è stato positivo, ci siamo conosciuti – spiega il tecnico biancoscudato – Abbiamo visto tanti ragazzi in prova. Abbiamo avuto anche delle sorprese positive, mentre mi dispiace per gli altri che non sono stati confermati. Possiamo anche esserci sbagliati, ma di certo abbiamo compiuto ogni valutazione in assoluta buona fede». Il gruppo che scenderà da Asiago non è però ancora quello definitivo: «Abbiamo le idee chiare su dodici o tredici elementi, ma siamo ancora alla ricerca di alcuni tasselli da inserire». Ieri hanno lasciato il gruppo Gala, Pardo, Esposito, i francesi Gassama e Swann Vincen e Appugliese, mentre Nicola Petrilli, arrivato martedì, potrebbe essere tesserato.

Il ritiro comunque per Parlato non è servito solo a vedere i possibili giocatori: «In questi dieci giorni abbiamo lavorato molto sotto l’aspetto organizzativo e tecnico. Ringrazio il team manager Giancarlo Pontin e tutti i collaboratori che hanno fatto in modo che andasse tutto per il meglio». Questa sera, alle 19 e alle 20 il Padova sarà impegnato in un triangolare a Noale con la squadra di casa e la Mestrina: «In questa partita mi aspetto un miglioramento sul piano fisico e nell’organizzazione. In questi casi il risultato non conta mai, anche per squadre più rodate della nostra. L’obiettivo è che ognuno sappia cosa fare in campo, come singolo e all’interno del gruppo». Il fatto che il Padova sia una squadra (e una società) nata da poche settimane potrà pesare ancora in futuro: «Di certo in questi dieci giorni non ci siamo messi in pari con gli altri – spiega Parlato – Saremmo stati dei fenomeni altrimenti».

«Abbiamo però creato una base per mettere in piedi una squadra che possa dire la sua in campionato. Abbiamo ancora tanto da fare. A livello fisico abbiamo fatto il 50% del lavoro, siamo ancora lontani da quello che io desidero e dobbiamo essere consapevoli di questo e rimanere con i piedi per terra. Con umiltà stiamo lavorando per mettere assieme una squadra degna della città». Dopo gli impegni amichevoli di oggi, domani Parlato concederà un giorno di riposo al gruppo e sabato si riprenderà con una doppia seduta di allenamenti, mentre domenica dovrebbe esserci un’altra amichevole, che sarà definita probabilmente già in giornata. Intanto, visto il “ritardo” che comunque è destinato a scontare il Padova, l’urna che ha messo la sfida con l’Altovicentino, considerata la corazzata del girone, all’ultima giornata sembra aver sorriso ai biancoscudati. «Vedremo se conterà quando ci troveremo alla fine del girone d’andata. Ovvio che tutti pensiamo e ci auguriamo ad un Padova che lotti per il primissimo livello. Non credo che potrà esserci un amazzacampionato già dalle prime giornate e sicuramente vedremo anche qualche sorpresa. Ma l’Altovicentino è una squadra che potrebbe avere le carte in regola per fare corsa a sè, anche se il verdetto lo darà solo il campo». Intanto oggi a Noale potrebbe arrivare un altro affettuoso abbraccio da parte dei tifosi padovani, com’è già stato domenica ad Asiago: «Conoscendo questi tifosi mi aspettavo questo affetto già dalle prime uscite – conclude Parlato – Sono orgoglioso di questo e mi sento responsabile, portato a dare sempre qualcosa in più. È giusto che i ragazzi si rendano conto di dove sono arrivati. Noi oggi siamo in ritardo rispetto ai tifosi, ma lavoriamo e combattiamo per poter arrivare al loro livello al più presto».

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