Varese-Padova, Trevisan: “Ancora non mi vedo con una maglia diversa da quella biancoscudata”

Varese-Padova, Trevisan: “Ancora non mi vedo con una maglia diversa da quella biancoscudata”

Il Gazzettino ha intervistato qualche giorno prima della gara tra Varese-Padova un fresco “ex”, Trevor Trevisan, passato a gennaio alla squadra lombarda dopo un lungo periodo con la maglia biancoscudata: «Già adesso sono abbastanza emozionato – spega – Ho giocato cinque anni con i biancoscudati, vivo a Padova e ci torno sempre. È una gara molto delicata ed emozionate, mi sembrerà strano giocarci contro dato che fino a poco tempo fa ero con loro». Il filo diretto con lo spogliatoio biancoscudato è sempre in piedi. «Mi sento spesso con Iori, quando torno in città mi vedo con Santacroce, Carini, Ceccarelli e Perna. Per quello che mi hanno detto, Serena ha dato più entità alla squadra. Serviva una scossa e in questi casi si sa che a pagare è l’allenatore. È arrivato un tecnico molto preparato e anche i miei ex compagni hanno visto miglioramenti a livello di squadra. Poi a parlare sono sempre i risultati». Quattro gare su cinque da titolare con i lombardi (trasferta con la Reggina saltata per squalifica) e un gol anche nel successo in trasferta con il Pescara. «Mi sono ambientato abbastanza velocemente, anche se è stato difficile cambiare dopo molti anni al Padova. Ero molto legato a tutta la situazione, mi è dispiaciuto andare via. Era finito un ciclo ed era giusto cambiare aria. Andando al Varese ho scelto bene, non mi posso lamentare». Sul piatto della bilancia sabato ci sono punti pesantissimi per la lotta salvezza, anche se il Varese è in una posizione di classifica più confortante. «Purtroppo il Padova è in una situazione molto delicata e so benissimo cosa si prova. Seguo sempre i biancoscudati, sono reduci da due pareggi. Mi aspetto un Padova arrabbiato che verrà a Varese per cercare la vittoria, dobbiamo farci trovare pronti. Siamo in una posizione più tranquilla, puntiamo a raggiungere la salvezza il prima possibile». Ha due gol all’attivo in stagione, uno dei quali con il Padova nella sconfitta in trasferta con il Modena che costò la panchina a Marcolin. Sabato in una proiezione offensiva riesce a infilare la porta biancoscudata. Esulta? «Se capita la possibilità di segnare, lo faccio. Ma di sicuro non esulto. Ho passato molti anni lì e ancora non mi vedo con un’altra casacca al di fuori di quella del Padova. Dentro di me avrò mille emozioni diverse. Sono contento di essere al Varese, ma non esulterei anche per rispetto dei miei vecchi compagni. Fino a poco tempo fa ero lì con loro a soffrire». Il Padova si salva? «Mi rendo conto che guardando la classifica è facile essere pessimisti, però conosco i ragazzi e so quello che possono dare a livello umano e in campo. Io sono ottimista perché conosco il valore della squadra, ci tengo ancora». Al Varese è in prestito fino al termine della stagione, poi ha un altro anno di contratto con i biancoscudati. Spera di tornare? «Al momento non c’è questa possibilità, e non penso che ci sia neanche per l’anno prossimo». Dovrà marcare un suo ex compagno. «Il Padova ha uno degli attaccanti più completi della serie B che è Vantaggiato, quando ha la giornata giusta può mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Ma ci sono anche Rocchi che conoscono tutti, Melchiorri che è una bella sorpresa, Improta che sta facendo bene, Feczesin che è sempre spigoloso e Pasquato che a Padova deve dimostrare la sua grande qualità».

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