ZANONATO: “QUESTA TIFOSERIA NON RAPPRESENTA LA NOSTRA CITTA’ “

ZANONATO: “QUESTA TIFOSERIA NON RAPPRESENTA LA NOSTRA CITTA’ “

All’arrivo al “Menti” Flavio Zanonato incontra il sindaco di Vicenza Variati e si intrattiene con lui prima dell’ingresso sulle gradinate. A pochi minuti dal fischio d’inizio i due sindaci si stringono la mano in campo alla presenza dei Presidenti di Vicenza e Padova, Cassingena e Cestaro. Ironia della sorte il buon Cavaliere confuso dai colori biancorossi di entrambe le curve saluta quella sbagliata, subito corretto dal collega vicentino. Dopodichè tutti e quattro salgono verso le tribune, i due presidenti si accomodano nel box coperto mentre i due sindaci prendono posto in tribuna d’onore. Zanonato si siede tra Variati e Jacopo Silva, presidente dei giovani industriali di Padova. Intorno al ventesimo del primo tempo, invogliati dalla presenza del sindaco sugli spalti, i tifosi biancoscudati dedicano i soliti cori di insulto al primo cittadino padovano che, divertito, se la ride con Variati. Poi gli mostra, tra le risate, delle foto dal suo cellulare. Durante l’intervallo Zanonato chiacchiera in sala ospitalità un po’ con tutti prima di accomodarsi su una sedia per rispondere ad una telefonata. La conversazione va per le lunghe, tanto che Variati, con un cenno, avvisa il collega che la partita sta per ricominciare. Nel corso della ripresa il sindaco guarda la partita chiacchierando con i vicini di posto, distraendosi spesso. A fine gara Zanonato commenta a caldo: “Un match noioso, le squadre temevano di perdere e più che cercare di far gol si tutelavano dal non prenderli.” Poi il sindaco non risparmia una frecciata pesante ai tifosi. Spesso la curva biancoscudata, in risposta a cori vicentini, rispondeva con tre parole in dialetto, ben note ai più, che invitano a tornare nel grembo materno, diciamo così. E il primo cittadino non ha gradito. “Padova è una città con una grande tradizione universitaria, e i padovani sono noti a tutti come Gran dottori. Io concepisco il tifo come incitamento alla squadra, non come insulto agli avversari. Una tifoseria così non andrà da nessuna parte e di certo non rappresenta la nostra città.”

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