Ciclismo, Martinello: “Giro a ottobre? ci sono rischi soprattutto per le tappe alpine”

di Redazione PadovaSport.TV

Silvio Martinello, velocista padovano di razza negli anni ‘90, campione olimpico su pista nel 1996 e ora apprezzatissimo commentatore delle due ruote, parla al Corriere del Veneto del Giro d’Italia spostato a ottobre. Compresa la tappa veneta. Alla crono del Prosecco, si correrà inebriati dal profumo del mosto in fermentazione… «Certo… Vero che negli ultimi anni ottobre ha offerto un clima mite, ma i rischi di correre in autunno sono notevoli, soprattutto nelle tappe alpine. Speriamo nelle nostre tappe venete, visto che da anni la Regione investe nel Giro per la promozione del nostro territorio. Il turismo è in ginocchio, il ciclismo è uno straordinario strumento di promozione. Chissà che gli italiani non tornino a fare le vacanze in Italia». La crisi attanaglia le società: quanto è critica la situazione delle squadre? «Molto. Il ciclismo vive di sponsorizzazioni e contributi. Le amministrazioni locali hanno giustamente ben altre priorità, le aziende fanno i conti con la recessione. A rischio sono soprattutto le società del ciclismo giovanile, che si nutrono della passione di piccole realtà economiche. Sgravi fiscali? Sì, ma se non fai utili in bilancio, delle detrazioni non sai che fartene. Per tante realtà delle due ruote il 2021 rischia di essere un anno drammatico».

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