Due giocatrici padovane di pallamano “sequestrate” dal virus: la storia di Irene e Angela

Due giocatrici padovane di pallamano “sequestrate” dal virus: la storia di Irene e Angela

Militano in Francia e Norvegia, rimarranno lì fino al termine dell’emergenza

di Redazione PadovaSport.TV

Tra le conseguenze dell’emergenza-coronavirus c’è anche quella che stanno subendo in prima persona due giocatrici padovane di pallamano, che militano all’estero: non poter rientrare in Italia e ricongiungersi con le rispettive famiglie. Irene Fanton e Angela Cappellaro (entrambe 25enni) avevano previsto di venire in Italia, resteranno invece in Francia e in Norvegia (la prima gioca nel Le Havre, la seconda nel Kongsberg). Irene, come racconta Il Gazzettino, è originaria di Rubano, anche se adesso la sua famiglia vive a Limena: “Sono scattate le stesse misure restrittive che ci sono in Italia – spiega – Nelle ultime ore c’è stata la fuga da Parigi, come era accaduto a Milano. Piano piano sono arrivati anche qui a capire la situazione, anche se con un ritardo non giustificabile. Non sarei comunque rientrata in Italia, perchè più ti muovi e più rischi di contagiarti e contagiare altre persone magari più deboli. Qui ho un lavoro e uno stipendio essendo una giocatrice professionista. Ora siamo ferme con gli allenamenti anche perchè una mia compagna è risultata positiva, venerdì abbiamo fatto l’ultimo allenamento dopodiché la federazione ha sospeso il campionato sino al 5 aprile per il momento. Angela invece è di Mestrino e da quattro anni gioca con le norvegesi del Konigsberg: “Qui c’è voluto un po’ più di tempo per capire la gravità della situazione dato che solo giovedì hanno chiuso scuole, palestre e attività sportive”. Angela aveva previsto di tornare a casa per Pasqua: “Avevo prenotato il volo considerato che il campionato sarebbe finito a fine marzo e l’asilo nel quale lavoro sarebbe rimasto chiuso per ferie. So che la Farnesina sta mettendo a disposizione degli aiuti per rientrare, ma dove mi trovo ho un appartamento abbastanza isolato e cerco di restare al sicuro. Anche se non sono così ottimista che l’emergenza finisca ad aprile”.

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