Campodarsego-Luparense, è la vigilia del derby dell’Alta. Andreucci: “Siamo pronti a dire la nostra”

Campodarsego-Luparense, è la vigilia del derby dell’Alta. Andreucci: “Siamo pronti a dire la nostra”

di Gianmarco Zandonà

Arriva il momento del derby, e che derby! Domani alle 15 lo stadio “Gabbiano” apre le sue porte alla supersfida dell’Alta Padovana tra Campodarsego e Luparense. Una rivalità territoriale che, stavolta, assume un significato ancor superiore vista la posizione di classifica delle due contendenti, appaiate al secondo posto ad un punto dalla capolista Cartigliano. Il Campodarsego è pronto a dare battaglia contro una formazione infarcita di ex tra campo e panchina, e pur privo dello squalificato D’Appolonia è deciso a dare dimostrazione delle proprie qualità come avvenuto una settimana fa in casa del Cjarlins Muzane. Queste le dichiarazioni dell’allenatore biancorosso, Antonio Andreucci, alla vigilia della supersfida Campodarsego-Luparense.

Sulla partita: “Ci arriviamo bene, siamo consapevoli che giochiamo contro una squadra che ha investito molto, nei giovani e negli over. Sia noi che loro ci arriviamo dopo buoni risultati, e la Luparense chiede solo di vincere, perchè una squadra che ha quella rosa punta sicuramente a fare un campionato di vertice”.
Sul momento della squadra: “Noi siamo una squadra che sta crescendo, che si sta amalgamando perchè è molto rinnovata, e che in questo momento sta dando delle belle soddisfazioni. Direi che sicuramente abbiamo dei giocatori che ancora devono dare il loro meglio, ma dal punto di vista del collettivo stiamo crescendo molto”.
Sulla squadra: “Stiamo rifinendo gli ultimi dettagli in vista del derby, stiamo lavorando anche per far crescere alcuni giocatori che sono con noi da poco tempo come Finazzi, che può essere per noi un giocatore importante. Ma arriviamo a questa gara con lo spirito giusto, i nostri giovani ci stanno dando delle belle soddisfazioni e siamo convinti di poter fare un’ottima prestazione”.
Sullo scontro diretto: “In una partita come questa, visti i collettivi che ci sono, la nostra organizzazione e quella pure dell’avversario, credo che potrebbe essere la giocata di un singolo a fare la differenza”.

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