Coppa Italia, il “giallo” della mail all’Union Clodiense (estromessa senza motivo)

Coppa Italia, il “giallo” della mail all’Union Clodiense (estromessa senza motivo)

di Redazione PadovaSport.TV

La Coppa Italia 2020/21 (ex Tim Cup, da quest’anno si chiamerà Coca Cola Cup) si farà. Come già reso noto la competizione inizierà il 23 settembre e finirà il 19 maggio. Ma c’è un “giallo” estivo che riguarda l’Union Clodiense. La squadra veneziana di serie D avrebbe avuto diritto a partecipare in quanto classificata nel 2019/20 subito dietro al Legnago (promosso in C dopo la rinuncia del Campodarsego alla serie C). Alla competizione però è stata ufficializzata la presenza dell’Ambrosiana (quarta classifica nel 2019/20 per il girone C) e non dell’Union Clodiense (terza). Si tratta probabilmente di una clamorosa svista.

Una mail mai arrivata

Ci spiega cosa può essere accaduto il ds dell’Union Clodiense, Roberto Tonicello: “Siamo rimasti davvero spiazzati. Ci è stato detto che la Coppa Italia maggiore è rimasta in dubbio fino all’ultimo, solo mercoledì si è deciso di disputarla. La LND doveva segnalare 9 squadre, che solitamente sono le seconde di ogni girone”. La Lega ha inviato per mail un’informativa veloce a tutti i club di serie D indicando i requisiti per partecipare alla Coppa Italia e chiedendo di rispondere con un’adesione entro 24 ore. “Noi però – continua Tonicello – non abbiamo ricevuto alcuna mail, abbiamo guardato ovunque e abbiamo già segnalato la questione. Aspettiamo domani una risposta. Non possiamo essere estromessi dalla competizione per una svista che non è dipesa da noi. Avremmo voluto partecipare alla Coppa Italia, ma non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione!”. Per partecipare le 9 società di serie D devono poter attuare il protocollo-professionisti, oltretutto non ci sarà pubblico sugli spalti quindi non si beneficerà neppure dell’incasso da botteghino. “Nonostante queste difficoltà noi ci saremmo stati, un po’ per la gloria, un po’ perchè passando il turno sarebbero poi entrati in ballo i diritti televisivi e una buona visibilità” conclude Tonicello.

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