Dilettanti: lo strano caso degli allenatori esonerati e costretti ad aspettare il termine della stagione

di Lorenzo Aluigi

Quello degli allenatori dilettanti esonerati a campionato in corso è un tema che solleva più di una perplessità tra gli addetti ai lavori. Il motivo? Perchè poi si è costretti a stare fermi per tutto il resto della stagione, a meno che la società non ci ripensi e richiami il vecchio tecnico. E’ una questione spinosa e che meriterebbe un’attenta e scrupolosa analisi, come evidenziato anche da mister Mario Vittadello in un’intervista concessa qualche mese fa. Ancora più penalizzante, come nel caso dell’ex allenatore dell’Union Clodiense, è il fatto di venir sollevato dall’incarico dopo poche partite. Tale situazione aveva coinvolto anche Centurioni, l’anno scorso alla Luparense ed esonerato dopo quattro giornate in favore di Enrico Cunico, salvo poi essere richiamato a febbraio.

La Serie D è una categoria in cui la maggior parte degli interessati considera il lavoro sul campo come una vera e propria occupazione e non come un semplice “dopo lavoro”. Per i giocatori è una questione diversa, in quanto si possono cambiare fino a tre maglie nell’arco della stessa annata (Sottovia ne è l’ultimo esempio). La categoria degli allenatori è quindi penalizzata da questo aspetto, tenendo anche conto che molti esoneri rischiano di concludersi senza buonuscita e senza il pagamento dei mesi successivi. Quello della Serie D è un mondo talmente vasto che è un peccato non dare la possibilità ad un allenatore di rimettersi in gioco. Che si debba cominciare a pensare ad una “scappatoia”?

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