Luparense, il ds Briaschi: “In linea con gli obiettivi, cercheremo di fare sempre meglio. E la saudade di Borges…”

di Redazione PadovaSport.TV

La Luparense sta facendo un buon campionato, in linea con gli obiettivi prefissati dalla società in questa difficile stagione 2020/21. Il ds Alberto Briaschi ha fatto il punto della situazione: “Credo che fino ad oggi sia andata bene. In questo momento ci troviamo dentro ai playoff, l’obiettivo quindi che ci eravamo posti ad inizio stagione. È chiaro che c’è un rammarico perché potevamo raccogliere qualcosa in più: abbiamo lasciato per strada dei punti per piccole disattenzioni e magari avendoli in questo momento eravamo molto più contenti”

Obiettivi e futuro

Briaschi spiega anche come si evolverà il progetto Luparense: “Questa è una squadra completamente nuova rispetto agli altri anni e c’era tutto da costruire. Fin dall’inizio con il Presidente abbiamo stabilito di fare un ottimo campionato, perché la Luparense merita di stare in alto alle classifiche, dando continuità. Mi auguro, quindi, di dare continuità al lavoro di quest’anno per fare meglio ancora l’anno prossimo. Con la società il rapporto è ottimo. La società è molto coinvolta e parla spesso con i ragazzi. Il Presidente è sportivo, ama questo sport e soprattutto il suo paese. Ci tiene quindi particolarmente. E questo ci fa solo che piacere. Per quello che riguarda il gruppo, i giocatori sono ragazzi sani che danno sempre il cento per cento, magari anche sbagliando, ma non si troverà mai nessuno di questo gruppo che tira indietro la gamba”

Il mercato e la saudade di Borges

Riguardo ai rinforzi di gennaio: “Il mercato credo sia stato fatto nel modo corretto. Abbiamo dato in uscita alcuni giocatori che magari giocavano meno o avevano più necessità di andare a giocare, inserendo in particolare nel reparto avanzato giocatori di peso e importanti. Siamo stati contenti di quello che si è sviluppato durante il mercato. Per quanto riguarda Borges, i brasiliani sentono particolarmente il territorio di casa. Lui si trovava a disagio. Ha cercato di venire in Italia per dimostrare le sue qualità e le sue caratteristiche, ma gli è pesata molto la lontananza da casa e aveva bisogno di ritornare. E quindi lo abbiamo fatto andare”

 

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