Ormai sei a Trento da due stagioni. L'auspicio è quello di continuare con l'arrivo nel professionismo? «Questa è ovviamente la speranza, non è però il momento giusto per parlarne. Ora voglio vincere un campionato che non ho mai portato a casa, continuare a vestire questa maglia sarebbe un grandissimo riconoscimento. Si vedrà, io e la società parleremo a bocce ferme e valuteremo il da farsi. Quello che posso dire è che Trento mi abbia accolto come un figlio fin dal primo giorno. Si è creata una grande alchimia con tutte le parti coinvolte, tifosi compresi, e non posso far altro che ringraziare tutte le persone che mi dimostrano stima giorno dopo giorno».

carlo-caporali-1

Hai ritrovato un direttore che ti conosce benissimo e un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. Che rapporto hai con queste due figure? «Con Attilio Gementi c'è un rapporto che dura ormai da quattro anni. La stima è reciproca ed è grazie a lui che si è concretizzato il mio arrivo a Trento. Per quanto riguarda mister Parlato è corretto il tuo preambolo, le cose che ha fatto in questa categoria sono più che egregie. Ha vinto tantissime volte, io ho trovato una persona disponibilissima e preparatissima, sia sotto l'aspetto tecnico/tattico che sotto quello umano. La gestione del gruppo è stata ottima, abbiamo sempre remato tutti dalla stessa parte e credo che questo sia un aspetto fondamentale per far bene in qualsiasi campionato».

(Credit foto: Alessandro Eccel)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti