Il numero uno dei rossoblu è disposto a tutto pur di giocare:
«Se è l'unico modo per giocare in sicurezza, noi siamo pronti ad organizzarci per tutti i test del caso. Il nostro movimento non vede l'ora di poter tornare in campo, ma vuole farlo senza correre rischi inutili, attenendosi alle regole. Sono stati fatti investimenti economici considerevoli per ripartire a settembre, quindi la volontà di concludere il campionato diventa quasi un obbligo morale. Certo, ci saranno spese aggiuntive per rispettare le nuove norme, ma si dovranno stringere i denti.»
I contributi della Lega ancora non si vedono, ma la speranza è l'ultima a morire:
«Spero che, in un secondo momento, i gli organi federali possano riconoscere i nostri sforzi, magari venendoci incontro con dei contributi parziali. Io ci spero davvero, sarebbe davvero un bel segnale per le società . L'alternativa qual è? Non scendere in campo a causa di un protocollo oneroso? Ragionando così verrebbero vanificati anche tutti gli sforzi fatti in precedenza: sarà dura, ma penso che alla fine prevarrà il buon senso.»
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