A proposito di ultras e Daspo

Direttore di PadovaSport

di Redazione PadovaSport.TV

Faccio una premessa. Quando si parla di questioni relative alla sicurezza negli stadi si parla di un argomento complesso, che richiede spesso una valutazione caso per caso e che rifugge da prese di posizione assolute verso una parte piuttosto che un’altra. La contrapposizione ormai è tra ultras e forze dell’ordine. C’è chi si schiera sempre a favore dei primi, chi dei secondi. Ma il tema della sicurezza negli stadi, ripeto, ha diverse sfaccettature: si parla di misure preventive, di legittimità o meno della Tessera del Tifoso, di stadi sicuri, si parla poi di trattamenti diversi a seconda di ultras di certe squadre, di casi di abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, di casi invece in cui il tifo organizzato vìola palesemente la legge. E’ per questo che mi viene un senso di nausea quando sento parlare politici, colleghi giornalisti, opinionisti vari che sparano a zero in una sola direzione, con argomentazioni che toccano il qualunquismo più becero, solo per partito preso: vuoi per assecondare la propria corrente politica, vuoi per ingraziarsi parte del pubblico (perchè gli ultras sono una parte fondamentale del pubblico di una squadra). Fine della premessa. Veniamo ai 44 Daspo contro i padovani, per la trasferta (mancata) a Castellammare. Dopo certi episodi di violenza negli anni passati, alcuni gravissimi (come la morte del poliziotto Filippo Raciti e del tifoso Gabriele Sandri), dovuti proprio alla contrapposizione esasperata tra ultras e forze dell’ordine, ci si è trovati dinnanzi a un punto di non ritorno. Ci siamo tutti riempiti la bocca di tante belle parole, una su tutte: prevenzione. Le leggi relative alla sicurezza negli stadi sono diventate leggi eccezionali. Persquisizioni all’esterno dello stadio, divieti di trasferta senza sottoscrizione della tessera del tifoso, diritto al processo cancellato e tanti altri “trattamenti speciali”. E’ come se il giorno della partita i tifosi diventassero improvvisamente cittadini di uno stato dittatoriale, per poi tornare nella normalità al fischio finale dell’arbitro: ribadisco che si è arrivati a questo dopo episodi di violenza gravissimi (non dimentichiamolo). I nostri 44 tifosi si sono scontrati contro una misura di prevenzione assolutamente eccessiva: non erano neppure usciti dall’autostrada! Le misure di prevenzione sono giustificate da un rischio obiettivo (sottolineo obiettivo) di danni a persone o cose: il fatto di mandare indietro al casello questi 44 tifosi significa probabilmente che sono stati considerati pericolosi quanto un esercito di marines. E’ una misura obiettivamente eccessiva (se pensiamo che poi altrettanta cautela non viene utilizzata verso politici indagati: non sarebbe giusto, come misura preventiva, non farli sedere in parlamento finche esistonto processi in corso?).

Come postilla, visto che non tutti l’hanno capito, aggiungo che il DASPO (che può essere di 4 tipologie) non è anticostituzionale dal momento che la Corte costituzionale si è già espressa in merito (sentenza n. 512 del 2002), inquadrando questa misura tra quelle preventive. Il problema, semmai, è applicarlo con criterio.

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