EDITORIALE Il teatrino (inopportuno) del Perugia

di Stefano Viafora

A bilancio il Perugia aggiungerà qualche maglietta in più dal proprio fornitore tecnico, sono quelle che la società sta regalando a profusione ai rappresentanti delle istituzioni, a poche settimane dal termine della regular season. Qui da Padova, dal nostro punto di vista, questo show off del Perugia appare sgradevole, quantomeno inopportuno. Prima la visita (su richiesta?) del vice presidente vicario della Lega Pro Marcel Vulpis (eletto da poco, al posto di Jacopo Tognon), che ha avuto la premura, dopo la visita allo stadio, al museo e a tutte le strutture, di farsi immortalare con la maglia personalizzata. Per inciso Vulpis non ha visitato il Padova né ha in programma di farlo a breve. Poi ieri la news diramata dalla società di questo (urgente?) incontro istituzionale tra il presidente Santopadre e il numero uno della Figc Gravina, visita, come l’ufficio stampa ha tenuto a precisare, “favorita dall’amicizia ormai decennale tra i due presidenti, cementata dall’elezione di Gravina a Presidente della Lega Pro nel 2015 e proseguita sempre con stima reciproca in questi anni”. Un’esibizione (con la “sponda” di certi rappresentanti delle istituzioni che adesso, in questa precisa fase della stagione, dovrebbero rimanere neutrali ed esterni a queste dinamiche) che appare forzata e mirata. Ma forse è solo un cattivo pensiero, certo non si può immaginare che questo sia un tentativo maldestro di influenzare psicologicamente gli arbitraggi, creare pressione, infastidire gli avversari. Forse è solo la voglia di socializzare del presidente del Perugia, dopo mesi e mesi di chiusure, a cui ormai manca solo la visita all’altro Santo… Padre.

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