L’obbedienza supina di Colomba e il giallo-Farias

Direttore di PadovaSport

di Redazione PadovaSport.TV

In attesa di capire come in società riusciranno a trovare una soluzione che metta d’accordo tutti, noi, intanto, ci facciamo delle domande. Il campo, come avevamo scritto in un precedente articolo, a volte fornisce la risposta più sincera a tanti nostri dubbi. A Reggio Calabria abbiamo avuto la prova, per esempio, che a Franco Colomba interessa più mantenere il posto che mostrare una propria coerenza di idee. Appena subentrato a Pea, si era detto che il 4-4-2 era conseguenza della situazione di emergenza: con il mercato di gennaio, si è passati a un più naturale 4-3-3 che potesse sfruttare le doti di regista classico di Iori, quelle di interdizione di De Feudis, la velocità e la qualità degli esterno d’attacco Farias e Cutolo, preparando il terreno per l’inserimento di Bonazzoli punta centrale (e dando quindi spazio, nel frattempo, al giovane Babacar). A Colomba poi è stato fatto capire che era necessario che giocasse pure Renzetti (ed ecco la mossa, infelice, di reinventare interno di centrocampo uno che ha fatto sempre il terzino). Anche Jelenic, che è patrimonio della società e va valorizzato (eccolo trequartista). Poi è intervenuto Cestaro, dall’alto delle sue approfondite conoscenze tattiche, a dettare la formazione in una sconsiderata intervista rilasciata al Mattino (“vorrei vedere Viviani insieme a Iori, non mi piace invece Renzetti lì” e altri suggerimenti-ordini dello stesso tenore). Risultato: Colomba abbandona in fretta il 4-3-3 per provare a far convivere Iori con Viviani, con il risultato di penalizzare entrambi. Renzetti ritorna a fare l’esterno alto (anche questo non è il suo ruolo), mentre Cutolo trova spazio perchè Farias è… in punizione. Alla luce della condotta tenuta fin qui da Colomba (all’insegna della più supina obbedienza verso i piani alti) viene da chiedersi chi ha ordinato al tecnico di tenere in panchina il brasiliano (visto che non c’è alcuna apparente motivazione di tipo tattico). Per non parlare poi, dei casi Anania e Piccioni. Ancora avvolti nel mistero. Come si può mettere in campo una formazione a seconda degli umori del momento, delle “sparate” di un presidente che ormai fa più danni della grandine o delle antipatie personali tra dirigenti e certi giocatori? Il Padova è in caduta libera, lo dice il campo, lo dicono le ultime prestazioni. Si sta rovinando quanto di buono costruito nella prima parte del campionato a causa di una gestione scellerata e dilettantesca. Ultima considerazione: aspettiamo conferme dai diretti interessati sulla storia della delegazione di giocatori che hanno difeso Colomba davanti a Cestaro… 

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