Le insidie del Pea-bis

Direttore di PadovaSport

di Redazione PadovaSport.TV

L’euforia del ritorno di Pea sulla panchina del Padova è comprensibile e giustificata. La squadra torna nelle mani di chi l’aveva plasmata, ovvero di uno degli allenatori che in estate era tra i più ambiti in assoluto, reduce dal campionato strepitoso con il Sassuolo. Quell’esonero a dicembre non è mai stato chiarito del tutto e il cambio di panchina puzzava di fallimento fin da subito: un tecnico vecchio stile (che negli ultimi anni ha fatto solo il “traghettatore” di squadre disperate) che subentra a un allenatore di ultima generazione, che aveva impostato già un determinato lavoro sulla squadra. Qualcuno si era illuso che la squadra potesse davvero fare meglio della precedente gestione? Il Pea-bis però sarà pieno di insidie, non illudiamoci che la formula magica funzioni sempre: richiami l’allenatore che avevi esonerato e vinci. Pea torna su un terreno minato, con alcune serpi in seno, e con numerose scintille che se non controllate possono causare un nuovo incendio. Fuori di metafora: il lavoro di Pea sarà in campo, ma soprattutto fuori, dovrà essere in grado di isolare la squadra e responsabilizzare i giocatori, essere più malleabile e diplomatico. Un lavoro difficile. Se saprà portarlo a termine, avrà un grande futuro davanti.

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