La rete del pareggio dei toscani ha sollevato molte polemiche. Episodio estremamente sfortunato per il Padova, ma regolare

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Un episodio sfortunato, difficile da digerire per il Padova, ma che, regolamento alla mano, non sembra presentare gli estremi per annullare la rete. Il pareggio definitivo dell'Empoli, firmato da Distefano al 19' della ripresa, ha lasciato parecchi dubbi e soprattutto tante proteste in casa biancoscudata. Al centro della discussione c'è la posizione dell'arbitro Giuseppe Mucera, che nel corso dell'azione si trova sulla traiettoria di Zuelli, finendo per ostacolarne la corsa.

In presa diretta, la sensazione è stata quella di un gol viziato da un'evidente irregolarità. Una lettura condivisa anche da Antonio Calabro, che nel post-partita non ha nascosto il proprio disappunto: «Per me il 2-2 non c'era, perché l'arbitro ha toccato il pallone e l'azione andava fermata». Una ricostruzione che, tuttavia, non trova riscontro nella dinamica effettiva dell'episodio: Mucera non entra in contatto con il pallone, ma con il proprio posizionamento finisce per interferire con il movimento del centrocampista biancoscudato.

Arbitro e Zuelli in campo

Cosa dice il regolamento?

La distinzione è fondamentale. La Regola 9 dell'IFAB, quella relativa al pallone in gioco e non in gioco, stabilisce che l'azione debba essere interrotta quando il pallone tocca un ufficiale di gara, rimane sul terreno e si verifica una delle tre condizioni previste: inizia un'azione promettente, cambia la squadra in possesso oppure il pallone finisce direttamente in porta. In questi casi la ripresa avviene con una rimessa dell'arbitro, la cosiddetta palla scodellata.

Ma nel caso di Padova-Empoli il pallone non tocca il direttore di gara. Si verifica invece un contatto tra l'arbitro e un calciatore, con Zuelli che si vede ostacolato nella propria corsa. È una circostanza diversa, che non comporta automaticamente l'interruzione del gioco né l'annullamento della rete.

Il precedente di Silvia Gasperotti

Un caso che aiuta a comprendere la complessità della questione è quello che ha coinvolto l'arbitra italiana Silvia Gasperotti durante Manchester City-Real Madrid di Champions League femminile. Nell'episodio, Gasperotti aveva interferito fisicamente con Beth Mead, calciatrice del City, impedendole di contendere un pallone a un'avversaria. L'arbitra aveva immediatamente interrotto il gioco prima che il Real Madrid segnasse, disponendo poi la ripresa con una palla scodellata.

La vicenda aveva sollevato un dibattito regolamentare: anche senza un contatto tra pallone e arbitro, infatti, la Regola 5 riconosce al direttore di gara la facoltà di interrompere il gioco quando una propria interferenza, o un'altra circostanza imprevista, renda necessario intervenire per tutelare la regolarità dell'azione. Si tratta di una valutazione affidata alla discrezionalità arbitrale, non di un automatismo.

Una beffa per il Padova

Tornando all'Euganeo, dunque, il gol di Distefano può essere considerato regolare. Mucera non ha toccato il pallone e non ha ritenuto che l'interferenza con Zuelli fosse tale da richiedere l'interruzione del gioco. Una decisione che, pur comprensibilmente indigesta per i biancoscudati, trova una spiegazione nel quadro regolamentare.

Resta l'enorme sfortuna dell'episodio. Per il Padova è stato quasi come subire un gol dopo un rimpallo imprevedibile, un palo o una traversa che restituiscono il pallone agli avversari. Un incidente di percorso che ha inciso direttamente sul risultato e che lascia ancora più amaro in bocca se si considera l'andamento della partita: per quanto mostrato soprattutto nel primo tempo e per le occasioni costruite, la squadra di Calabro avrebbe probabilmente meritato qualcosa in più del pareggio.

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