padovasport editoriale Padova, la linea di Breda e la pressione sugli scontri diretti. Lasagna out?

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Padova, la linea di Breda e la pressione sugli scontri diretti. Lasagna out?

Stefano Viafora
Stefano Viafora Direttore responsabile 
Preoccupano gli infortuni (da oggi forse se ne saprà di più). Intanto il debutto del nuovo allenatore fa emergere la volontà di "tagliare" con il passato

Non c'è stata resurrezione. Anzi, il debutto di Roberto Breda sulla panchina del Padova lascia in eredità più interrogativi che certezze. Alcune considerazioni. La prima, evidente, riguarda proprio le decisioni di formazione. Breda ha optato per una linea netta, quasi simbolica: fuori dall’undici titolare alcuni dei giocatori più utilizzati nella gestione di Matteo Andreoletti, elementi che con l’ex tecnico avevano costruito un rapporto tecnico e umano molto solido. Nomi non banali, come Capelli, Varas, Bortolussi e Sgarbi. Una scelta che può essere letta come la volontà di azzerare gerarchie e dinamiche precedenti, ma che allo stesso tempo apre un tema delicato: quanto tempo servirà per creare nuovi equilibri, con un margine ormai ridottissimo?

Liberarsi dalle paure

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Cinque partite da giocare, almeno tre vittorie da conquistare: il margine d’errore è praticamente azzerato. E come se non bastasse, a complicare ulteriormente il quadro si è abbattuta l’emergenza infortuni, esplosa proprio nel corso della gara di Frosinone. Nel giro di 45 minuti, il Padova ha perso tre pedine importanti, con un quarto giocatore costretto comunque ad alzare bandiera bianca prima del previsto. I casi più preoccupanti sono quelli di Lasagna e Harder. Per l’attaccante si teme un forte stiramento: nella peggiore delle ipotesi la stagione potrebbe essere già finita, mentre anche nello scenario più ottimistico si parla di uno stop di almeno tre settimane. Tempistiche simili anche per Harder, fermato proprio nel momento in cui era appena rientrato a disposizione. A questi si aggiunge la situazione di Belli, uscito nell’intervallo dopo un problema accusato nel finale di primo tempo. Meno allarmante, invece, il quadro relativo a Di Mariano: per lui si parla di un fastidio di lieve entità, con un cauto ottimismo in vista della prossima sfida. L’attaccante sarà sottoposto ad accertamenti, ma l’idea è che possa essere a disposizione già per la gara con l’Empoli.

Ed è proprio da lì che passa tutto. Empoli, poi Entella, Reggiana e Pescara: il calendario mette il Padova di fronte a una serie di scontri diretti che valgono una stagione. La pressione sarà inevitabilmente altissima, ma sarà fondamentale saperla gestire. Servirà rabbia, quella giusta, quella che ti tiene dentro la partita e ti spinge oltre la fatica. Ma servirà anche lucidità, perché la pressione negativa, quella che irrigidisce e toglie certezze, rischia di essere l’avversario più pericoloso. In questo equilibrio sottile si giocherà il destino del Padova.