Silenzi stampa e panchine invertite per scaramanzia, a questo ci si appella ormai

Silenzi stampa e panchine invertite per scaramanzia, a questo ci si appella ormai

di Stefano Viafora

La situazione in cui versa il Calcio Padova è tutta rappresentata da quella decisione beota di invertire le panchine, immaginiamo per scaramanzia. Scaramanzia (sic!). Ecco in queste settimane di silenzio stampa, la società dovrebbe far parlare chi ha scelto di puntare sulla scaramanzia come arma finale per la salvezza. Una lunga intervista a reti unificate in cui il luminare in questione argomenti questa tesi. L’utilizzo della scaramanzia nel 2019 per raggiungere risultati sportivi. Ironia a parte, per evitare che il grande godimento dello scorso aprile per la conquista della serie B si trasformi in una sveltina, consumata in fretta prima di tornare a testa bassa alla normalità (serie C), serve un miracolo ormai. Il mix visto con il Perugia è deleterio: giocatori molto poco motivati e allenatore che, purtroppo, non ha ancora trovato la soluzione ai mali di questo Padova, proponendo un modulo ibrido difficile anche da decifrare (4-4-1-1, 4-3-1-2?), con il jolly Cappelletti utilizzato per contrastare alla bisogna il giocatore avversario di turno, o per tamponare falle dovute a defezioni momentanee. Senza una logica, senza uno straccio di gioco. Ma, allargando un po’ lo sguardo, quello che fa veramente rabbia è che quest’anno ci sarebbero tutti gli ingredienti per fare bene: i tifosi hanno appoggiato in pieno club e squadra sottoscrivendo oltre 5000 tessere e sostenendo la squadra in casa e fuori con grande passione, la società è sana, non ci sono alibi di alcun tipo (diverso è per un giocatore scendere in campo sapendo che lo stipendio a fine mese potrebbe non arrivare). Non ci sono neanche più quei giocatori che erano stati additati come causa di turbamenti all’interno dello spogliatoio (Pinzi, Guidone, Della Rocca o Sarno).
Padova merita la serie B, chi guida questa società non deve dimenticarlo mai. Giocare nelle categorie più basse significa non saper sfruttare il potenziale di questa piazza. Detto ciò, ci sono ancora i punti a disposizione per salvarsi. Una reazione positiva, anche se complicata da immaginare, può ancora farci emergere dalle sabbie mobili. Come, però? L’atteggiamento offensivo, almeno sulla carta, adesso c’è. Ma a nulla serve se gli interpreti sono fuori condizione o non abbastanza motivati. Un nuovo cambio in panchina? Solo se a guidare il Padova dovesse arrivare una persona illuminata, che capisca in fretta dove mettere le mani: esiste un allenatore così? Forse sì, forse no. Sarebbe un’altra scommessa. Intanto, dopo la sosta, ci si prepara all’ennesimo derby padovano thriller. Un treno-salvezza che passa, forse l’ultimo.

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  1. federicozanetti.p_856 - 4 mesi fa

    Abbiamo preso giocatori che costantemente sedevano in panchina con minutaggi scarsissimi quando andava bene oppure giocatori svincolati inattivi da almeno 6 mesi. Bisoli aveva detto tra un mese certe partite le vinceremo. Se fosse un allenatore coerente avrebbe preteso giocatori pronti e non avrebbe dichiarato che bastava anche 1 punto a partita… Bisogna dirgli che siamo nell era dei 3 punti a vittoria, di un punto non ne fai nulla come si è visto. Ma sia lui che la società non reggono con le categorie superiori alla C

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