Calcioscommesse, piaga infinita: Picerno nei guai, ci fu combine con il Bitonto

Giocarono per perdere contro l’Az Picerno, dopo aver concordato una cifra complessiva di 25mila euro da dividere con il resto del gruppo. La Procura federale ha rinviato a giudizio il Bitonto e i suoi tesserati Patierno, Picci, Anaclerio, De Santis (Vincenzo e Nicola), Fiorentino, Montrone e D’Aucelli, nell’ambito delle indagini sulla sfida persa appunto per 3-2 con i rossoblù lucani il 5 maggio 2019, decisiva per la promozione in Serie C del Picerno. Indagini che hanno riguardato anche il presidente del Bitonto, Francesco Rossiello, e il dg del Picerno, Enzo Mitro. Per l’organo di giustizia della Figc, dunque, ci fu combine. Sul match, che fu disputato a Rionero in Vulture, avevano indagato anche la Procura di Bari e la Guardia di Finanza che tredici mesi fa aveva perquisito le abitazioni di otto giocatori neroverdi e le sedi delle due società. Da parte lucana er lo stesso Mitro ha conferma l’estraneità della socità a queste accuse. Questo il commento di Mitro, riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno:

Siamo sereni. Ci aspettavamo di finire nel calderone una volta intervenuta la Procura Federale. Confidiamo di uscirne puliti come riteniamo di essere

Secondo la Procura federale, Mitro avrebbe «condotto e definito la trattativa dell’accordo illecito per il tramite di De Santis Vincenzo» (all’epoca direttore sportivo «esonerato» del Potenza, ndr), mettendo a disposizione di quest’ultimo 25mila euro, che De Santis avrebbe consegnato al capitano bitontino Patierno: soldi da dividere tra i tesserati neroverdi coinvolti nell’illecito, fatta salva la quota parte di De Santis, per agevolare la vittoria casalinga dei lucani. Il match con il Bitonto, ininfluente fino a pochi giorni prima, era diventato all’improvviso decisivo per la promozione, dopo la penalizzazione di 3 punti comminata ai lucani per incidenti nell’intervallo dell’incontro casalingo con il Taranto. Come si legge sul comunicato della Procura, l’Az Picerno sarà deferito per responsabilità oggettiva.

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