È arrivato il momento di tirare le somme: domani c’è il Consiglio Federale, ecco cosa può succedere

Giornata campale per il calcio italiano quella di domani, mercoledì 20 maggio (ore 12). Si riunirà il Consiglio Federale che cercherà di decidere come portare a termine la stagione, dipanando una matassa ancora molto ingarbugliata. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione dei verbali delle riunioni del 24 febbraio e 10 marzo e alle comunicazioni del Presidente, i seguenti punti: informativa del Segretario Generale; modifiche regolamentari; nomine di competenza; decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020: provvedimenti conseguenti; circolare UEFA n. 24 del 24 aprile 2020: determinazioni in ordine alle modalità di conclusione dei campionati stagione sportiva 2019/2020; competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche stagione sportiva 2019/2020: provvedimenti conseguenti; Licenze Nazionali stagione sportiva 2020/2021; termini tesseramento in ambito professionistico stagione sportiva 2020/2021; ratifica delibere di urgenza del Presidente Federale; varie ed eventuali.

C’è molto attesa anche in serie C, dove il Padova attende di capire se potrà tornare in campo per giocarsi la promozione almeno ai play-off. Al momento, i club della Lega Pro sono allineati sulle promozioni dirette di Monza, Vicenza e Reggina. Molto meno sulla quarta promossa. Il legale del Bari, Grassani, ha parlato al Corriere del Mezzogiorno: “Sarà un Consiglio di centrale importanza per il futuro perché verranno stabilite le linee guida in caso in cui si possa giocare, che si giochi a scartamento ridotto, o che invece non si scenda in campo. Il presidente Gravina e tutti i componenti individueranno, a scanso di equivoci, delle priorità. Solo se ci fossero oggettive condizioni di impraticabilità, Gravina farebbe ampio ricorso ai suoi poteri straordinari”.

A proposito di Gravina, l’idea del presidente della FIGC è sempre stata quella di provare a finire il campionato di Serie A, in ogni modo. Per questo fin dal primo giorno di emergenza non ha accantonato l’idea di inserire playoff e playout. Il 13 giugno è la data indicata come possibile ripartenza (nonostante un comunicato della FIGC che sospende i campionati fino al 14 giugno, nel caso servirebbe una deroga), anche se più passa il tempo più sembra difficile pensare alle squadre in campo in quella giornata. Si potrebbe rimandare al 20 giugno, ma pure cambiare format, come ventilato dalla UEFA, per diminuire il numero di partite. E così per il quotidiano l’ipotesi, e sottolineiamo ipotesi, più verosimile al momento prevederebbe due “mini tornei”: uno da 12 squadre (Juventus, Lazio, Inter, Atalanta, Roma, Napoli, Milan, Verona, Parma, Bologna, Sassuolo, Cagliari) per assegnare lo Scudetto. Uno da 8 (Fiorentina, Udinese, Torino, Sampdoria, Genoa, Lecce, Spal, Brescia) per definire le 3 retrocesse. Anche di questo, inevitabilmente, si parlerà durante il Consiglio Federale di mercoledì 20 maggio.

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