Il 2019 agrodolce del Padova: dalla disperata campagna acquisti per rimanere in B, alla mini-crisi di Sullo

L’anno biancoscudato tra retrocessione e ripartenza

Se si dovesse tracciare un bilancio del 2019 del Calcio Padova, come sarebbe? Quello che sta per finire è soprattutto l’anno della retrocessione, dopo una sola stagione di serie B, macchia che resta ancora indelebile. E sì che, riavvolgendo il nastro, l’anno era iniziato con una massiccia campagna acquisti, fortemente voluta dall’allora presidente Roberto Bonetto, che aveva ridato un refolo di entusiasmo alla piazza. Un’autentica rivoluzione, dopo le scelte sballate dell’estate 2018. Arrivarono Minelli (tuttora a difesa della porta biancoscudata), Mbakogu, Andelkovic, Cherubin, Calvano, Morganella, Longhi, Lollo, Baraye, Barisic (alla fine, mai sceso in campo). Praticamente un’altra squadra. Acquisti che portarono a un notevole esborso di denaro da parte della società, a fronte di risultati davvero scadenti sul campo. La prima partita di gennaio fu autentico fumo negli occhi. Derby perfetto con il Verona (poi promosso in A): un 3-0 che annichilì la formazione scaligera allenata da Fabio Grosso, in gol Mbakogu (doppietta) e Morganella, due nuovi. Sembrò il certificato dell’ottimo lavoro svolto da Zamuner sul mercato invernale. Già il derby della settimana seguente, a Venezia, riportò tutti con i piedi per terra. Il provvisorio pareggio di Trevisan (oggi team manager) illuse un po’ tutti, i lagunari ebbero la meglio grazie a Di Mariano al 93′. E per la vittoria successiva bisognò aspettare il 9 marzo, con il 2-0 a La Spezia (doppietta di Bonazzoli). Tre punti che diedero ossigeno alla classifica e rinsaldarono la panchina di Bisoli. Ma il tecnico di Porretta Terme saltò dopo la sconfitta all’Euganeo con il Perugia, proprio nel turno successivo. L’esordio in panchina di Centurioni (terzo allenatore stagionale, dopo Bisoli e Foscarini) riaccese la fiammella della speranza, un derby ben giocato a Cittadella con Capello che portò in vantaggio i biancoscudati prima del pari di Moncini. Poi di nuovo tutto nero: una prestazione indecorosa in casa con l’Ascoli, seguita dal faccia a faccia tra squadra e tifosi, preso non troppo sul serio da alcuni giocatori (vedi caso di Cappelletti e Capello). Pensare che qualche mente illuminata, ancor oggi all’interno del club, imputa al video che abbiamo pubblicato la retrocessione della squadra (sic!). La retrocessione fu inevitabile, e presto arrivò anche l’uscita di scena di Roberto Bonetto: l’imprenditore di Piazzola, insieme al figlio, lasciò spazio e pieni poteri a Joseph Oughourlian (fino al raggiungimento dell’85,5% delle quote da parte di quest’ultimo, sancito il 28 novembre). 
Il Padova ripartì: un progetto triennale per riportare la squadra in B, con una squadra di dirigenti di alto livello. Alla guida della ricostruzione tecnica, l’esperto Sean Sogliano, in panchina una scommessa, Salvatore Sullo, storico vice di Giampiero Ventura. Accolto inizialmente con freddezza dalla piazza padovana, l’allenatore avellinese seppe subito farsi ben volere grazie a una partenza sprint (derby di Coppa a parte). Sette vittorie e un pareggio nelle prime otto giornate, poi la ciliegina con il derby vinto a Vicenza. Solo applausi per Sullo e squadra. Ma proprio il Vicenza, rivale numero uno in campionato, da quel momento non sbagliò più un colpo, prendendosi il primato in classifica. Ed eccoci alla mini-crisi attuale dei biancoscudati, che hanno perso terreno dalla vetta ma rimangono pienamente in corsa per il primo posto. Il girone di ritorno ci dirà che squadra è veramente questo Padova. Il 2020 sta per iniziare, tenetevi saldi, perchè di solito è come salire sulle montagne russe. A gioie immense seguono cocenti delusioni, ma tifare Padova è anche questo, o no?

Nella fotogallery qui sopra, alcuni personaggi del 2019 del Calcio Padova

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