Padova-Carpi, c’è aria di rivincita: Minelli e Sogliano con il dente avvelenato

Il primo big match del girone porta con sé grandi motivazioni, non solo per ragioni di classifica e di obiettivi condivisi. Padova-Carpi sarà l’occasione per rivedere di fronte le due squadre retrocesse dalla B, con gli emiliani che hanno seriamente compromesso la corsa salvezza dei biancoscudati vincendo entrambe le partite. Ma anche Sean Sogliano ha le sue buone ragioni per sentire particolarmente questa partita. Storie vecchie di qualche anno, ma che hanno segnato la carriera dell’attuale ds del Padova: “Odio questa partita – dice proprio così, intervistato da Il Mattino – Sono passati 4-5 anni da quando ho lasciato Carpi, e non ho mai detto niente. Faccio il direttore sportivo da una quindicina d’anni, distribuiti fra Varese, Palermo, Verona, Genoa e Bari. In questo arco di tempo ho avuto un grande rapporto con le società, i tifosi e i giornalisti delle varie piazze. A Carpi, invece, in 4 mesi mi hanno fatto passare per l’opposto di quello che ero. Ho tanti difetti, ma sono serio. Non c’è stato feeling, ed eravamo in Serie A».

Insomma, cova aria di rivincita per questo Padova-Carpi? «Non mia, ma da parte dei ragazzi. Minelli dopo Modena mi ha detto: ‘Direttore, questsono quelli che ci hanno fatto retrocedere l’anno passato’. È vero, hanno vinto all’Euganeo (gol di Jelenic, ndr) e anche al ritorno, lo scontro diretto per provare ad agguantare i play- out. Domenica mi aspetto una tifoseria e un ambiente carichi al massimo, anche se affrontiamo una compagine rognosa, aggressiva, molto forte, che punta a vincere il campionato e che davanti ha un Vano in grado di fare la differenza. Ma io conto sui nostri tifosi, a Verona e Modena erano in 500, più di 4.000 contro il Fano. La gente ci è vicina e conta parecchio sentirla così».

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