Padova, ecco tre giocatori che non stanno rendendo al top

Per quanto la posizione in classifica del Padova, è bene sottolinearlo con la matita rossa, sia ottima e che i biancoscudati rimangono probabilmente la squadra da tutti più temuta nel girone, il passaggio a vuoto di ieri contro il sorprendente (ma neanche più di tanto) Südtirol dà l’idea di una lieve flessione generale. In parte dovuta al gioco ormai divenuto familiare agli avversari, in parte da imputare al rendimento non ancora al top di alcuni interpreti. Senza gettare la croce addosso a nessuno, tre giocatori (più di altri) non sembrano aver ingranato nel migliore dei modi.

Mokulu. A un certo punto, verso fine mercato estivo, sembrava addirittura in procinto di partire. Poi è stato non solo confermato, ma insignito subito dei galloni del titolarissimo. Ma per il gigante belga la porta sembra stregata: quindici presenze, una sola rete il 29 settembre in casa della Fermana. Per il resto troppa incertezza, poca cattiveria sotto porta, a volte un po’ (almeno questa è la sensazione) di indolenza. Verrano tempi migliori, ma ci si aspetta di più da uno con il suo curriculum.

Pesenti. Rimanendo all’attacco, c’erano altre aspettative anche su Pesenti: bomber di razza in questa categoria, per ora il suo highlight personale è un’esultanza rabbiosa a Piacenza (costata la squalifica). Spesso avulso dalla manovra, come capita alle prime punte quando vengono poco cercate ma che fanno anche il meno possibile per rendersi utili al gioco. Come per Mokulu, magari basterà solo gonfiare la rete per ritrovare autostima. Intanto però un po’ più di cattiveria non guasterebbe.

Pelagatti. Inserito in questa ‘flop3’ momentanea anche lui per via della sua grande esperienza, che dovrebbe metterlo in assoluto al riparo da certi sbrodoli difensivi. Invece, nonostante sia potenzialmente uno dei big, spesso lo abbiamo visto in difficoltà sia in fase di impostazione sia nei compiti da difensore puro. E sì che dovrebbe essere responsabilizzato dalle scelte di Sullo, che quasi sempre lo ha preferito a gente come Andelkovic, Cherubin e Capelli. Anche per lui è ora di suonare la sveglia.

 

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