Padova, la cessione di Lovato è positiva solo a una condizione

L’improvvisa trattativa imbastita negli ultimi giorni di mercato di gennaio, che ha portato alla cessione del giovane Matteo Lovato al Verona, ha spiazzato molti tifosi padovani. Ma come, prima un profluvio di belle parole sull’importanza di valorizzare i giovani, poi alla prima occasione, dopo mezza stagione, viene ceduto uno dei giocatori di maggior prospettiva del vivaio degli ultimi anni? Sembra un comportamento piuttosto incoerente, rispetto alle dichiarazioni pubbliche. La proposta del Verona è giunta prima dell’arrivo del nuovo tecnico Andrea Mandorlini che, in accordo con la società, ha preferito non rischiare il giocatore nelle due partite alla guida dei biancoscudati (Virtus Verona e Carpi), poi l’altro ieri l’annuncio delle visite mediche a Verona, il dubbio che potesse rimanere a Padova fino a giugno, poi ieri la certezza del trasferimento immediato in gialloblu, quattro anni e mezzo di contratto. Travasato subito nella massima serie, intanto per fargli prendere confidenza con l’ambiente e con la categoria.

Ringrazio il @padovacalcio per avermi fatto crescere in questi anni e per aver creduto in me. Un grazie anche a tutti i tifosi biancoscudati per il loro affetto. Ora inizia una nuova fase della mia vita calcistica. Grazie @hellasveronafc per l’opportunità, pronto per questa nuova avventura

Queste le parole di Matteo Lovato sul proprio profilo Instagram. Chiariamo una cosa, il giocatore non ha forzato la cessione né ha chiesto di andarsene, la trattativa è stata portata a termine per volontà della società, che ha deciso di fare subito cassa. Il punto della questione è, a quanto è stato ceduto? Questo è l’unico parametro in base al quale si può giudicare questa operazione. Se il ds Sean Sogliano è riuscito a ottenere un corrispettivo in denaro molto favorevole, la cessione è giusta. Viceversa, è solo un tentativo affrettato di fare cassa il prima possibile. Giocatori con prospettiva come Lovato per essere valorizzati hanno bisogno di più tempo, rispetto a sei mesi da titolari in serie C (basta vedere Varnier del Cittadella, ceduto dopo due anni da titolare in B a 5 milioni all’Atalanta, pur avendo avuto offerte già dopo qualche mese di apparizione sui campi cadetti). Trasparenza significa dire chiaramente a quanto è stato venduto il cartellino di Lovato, come succede d’altra parte in serie A, dove per tutti i trasferimenti si conosce l’importo preciso all’euro. Lo sapremo mai?

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