Padova, l’ex Zamuner: “Con il cambio di proprietà, sapevo che non sarei stato confermato. Spero che ora qualcuno si ricordi di me…”

“Lavorare in una piazza importante ed esigente come può essere quella di Padova ti aiuta se vuoi fare il mio mestiere in un certo modo. È stata sicuramente un’esperienza positiva anche perché a Padova si lavora bene. È tutto tranne la piazza che dicono: se fossi ancora un giocatore, verrei a piedi a giocarci. La speranza era quella di rimanere da ds ma…”, Giorgio Zamuner racconta il suo addio sulle colonne de Il Gazzettino. Tre anni è durata la sua esperienza a Padova: “Quando ho intuito che ci sarebbe stato il cambio di proprietà, immagino che ci potesse essere questo epilogo. Io avevo un buon rapporto con Roberto Bonetto, che era il mio punto di riferimento e per me il Padova era lui. Ho conosciuto abbastanza bene Alessandra, mentre ho visto tre-quattro volte Jospeph. Non era una conoscenza come quella che avevo con Roberto e, ripeto, con la sua decisione di uscire di scena e il cambio di proprietà avevo capito che le scelte sarebbero state diverse”. Su Sean Sogliano: “Professionista serio che conosco bene da tanti anni, avendo fatto a lungo in passato l’agente dei giocatori. Il Padova ha fatto la scelta giusta. Riguardo all’andamento della squadra, pensavo che quel trend iniziale potesse durare di più. Avevo visto una formazione tosta, solida e giusta per la categoria, per cui mi ha sorpreso la frenata che ha avuto”. Sul futuro professionale: “Qualche chiacchierata c’è stata e a gennaio si era aperto uno spiraglio, ma non si sono incastrate le cose. In questo momento tutte le società hanno altri pensieri, ma spero che a qualcuno venga in mente che due anni fa ho vinto il campionato a Padova e che qualche qualità posso averla”.

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