Questo non è calcio, tifosi del Cittadella fuori dai cancelli: il sabato più triste del Tombolato

Una situazione inedita per il piccolo stadio Tombolato, abituato a tracimare di passione per la maglia granata. Ieri le urla in campo risuonavano sugli spalti deserti, un senso di solitudine avvolgeva le due squadre: Cittadella e Cremonese hanno “timbrato” il cartellino in un clima malinconico. Qualche bandiera c’era, adagiata sulle tribune, ma non sventolava. In queste occasioni arriva puntuale la conferma: è la presenza dei tifosi a dare il senso a una tattica o a una bella giocata. Il calcio è soprattutto della gente. Ci hanno provato gli ultras granata a farsi sentire da dietro i cancelli: canti e applausi ritmati da parte del gruppo dei Rabaltai, prima dell’arrivo delle Forze dell’Ordine che hanno vietato l’assembramento, in linea con le direttive anti-contagio. Altri tifosi hanno assistito al match in tv su Dazn, a casa, nei bar o nelle sedi dei club. Ad incitare capitan Iori e compagni ci hanno pensato allora le poche donne presenti allo stadio (legate alla famiglia Gabrielli) con un reiterato “Citta-Citta”. Tre spettatori abusivi si sono invece goduti il match dal terrazzo di casa. A fine match niente conferenza stampa di rito, tra gli addetti ai lavori prima dei saluti (senza stretta di mano), l’augurio di non rivivere situazioni simili.

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