Biagianti e l’esperimento difficile nel futsal: l’ex capitano del Catania mai utilizzato in campo

di Redazione PadovaSport.TV

Era stato annunciato con grande clamore, Marco Biagianti, storico capitano del Catania che passa al calcio a 5. Soprattutto perché, lo scorso ottobre, il calcio a 11 lo aveva gentilmente accompagnato alla porta: il club etneo per la nuova stagione aveva altri progetti (anche se a Biagianti era stato offerto un contratto triennale per rimanere in società, con altro ruolo). Un gesto non apprezzato dal giocatore, che aveva ancora voglia di indossare gli scarpini.

Ed ecco allora la palla al balzo colta da Biagianti grazie alla mano tesa del Meta Catania C5, la squadra di calcio a 5 della città, che gioca nel massimo campionato italiano di futsal. Operazione stuzzicante, soprattutto per i tanti tifosi che hanno apprezzato il Biagianti calciatore in questi anni. Farà il pivot, si diceva in sede di presentazione. Ci vorrà un po’ per calarsi nella nuova disciplina. Un ingaggio intelligente dal punto di vista dell’immagine, una bella sfida per il giocatore.

Ma la sfida, fin qui, sembra troppo grande. Nonostante applicazione, lavoro, dedizione e passione che hanno caratterizzato la carriera di Biagianti. La serie A di calcio a 5 è qualcosa che poco ha a che fare con il calcio. Ogni secondo è decisivo, sul parquet la palla sfila via veloce, il tempo per pensare è ridotto ai minimi termini. Così la suggestiva immagine di Biagianti nell’altro Catania, diventa l’immagine di un ex calciatore seduto mestamente in panchina ad aspettare. Settimana dopo settimana, Biagianti aspetta in panchina guardando i compagni e cercando di seguire i movimenti veloci della palla. La squadra oggi è a metà classifica, con due partite da recuperare, ma per ora l’allenatore non se la sente di concedergli anche solo qualche minuto di gioco, in mezzo a tanti “extraterrestri” del futsal. Biagianti intanto aspetta in panchina, probabilmente ripensando con una punta di rammarico all’offerta (rifiutata) di Maurizio Pellegrino che gli proponeva tre anni di scrivania nel Catania calcio a 11. Un ruolo forse più adatto.

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