Verona-Sassuolo, il doppio ex Remondina: “C’è una grande differenza oggi tra i club, ecco qual è”

di Redazione PadovaSport.TV

Gianmarco Remondina, il doppio ex di Verona-Sassuolo (in campo domenica al Bentegodi, alla ripresa del campionato di serie A), ha ricordato sulle colonne de L’Arena la sua esperienza nei due club. Era stato Nereo Bonato a portarlo a Sassuolo quando stava per entrare nella grande famiglia Mapei: due campionati uno vinto con promozione in C1 e la serie B persa l’anno successivo ai play off. Tanto gli valse il suo calcio la chiamata del Piacenza in B e poi a stretto giro di posta quella del Verona nel 2008 con Previdi prima e Bonato poi in cabina di regia.

Sul Sassuolo di oggi: “Al Sassuolo riescono ad avere tra i giovani più bravi e soprattutto hanno la forza economica per trattenerli. De Zerbi ha continuato con il 4-3-3 anche se da qualche settimana adotta un 4-2-3-1. La forza del Sassuolo è il possesso palla e la capacità di far girare la stessa, soprattutto in fase offensiva. Avendo un club così alle spalle che non è costretto a vendere per far cassa, credo sia una manna per ogni allenatore. Chi allenerei oggi? Mi verrebbe facile dire Locatelli, Djuric o Berardi, ma credo che sia stato fondamentale in tutti questi anni è stato Magnanelli. L’ho allenato e lo vorrei anche adesso. È un giocatore che ora sta giocando meno perché con l’età ha perso la brillantezza ma per la scalata del Sassuolo è stato determinante”

Sul Verone di oggi: “Remondina traccia una sostanziale differenza tra i due tecnici. «La cosa che li accomuna è che sono bravi pure con idee di calcio diverse. Juric lo conoscevo già dai tempi del Genoa ed ho visto in tv le gare con Roma e Juve. Bravissimo nell’uno contro uno e nell’aggressività. L’Hellas poi, ha una grande organizzazione difensiva. Juric è un fenomeno perché senza almeno sei titolari rispetto all’anno scorso, sta ottenendo gli stessi risultati. Credo che abbia una bella sintonia pure con D’Amico, bravo a trovare i calciatori giusti. Complimenti perché la vita del club gialloblu dipende dalle cessioni. Un Sassuolo ad esempio un Berardi o un Bogà non lo cederebbe mai a meno che non arrivi una proposta milionaria. L’Hellas non può ancora permetterselo di trattenere i migliori. Chi mi piacerebbe allenare dell’Hellas? Zaccagni non c’è dubbio, mi piace molto perché è un giocatore duttile e eclettico. È un calciatore completo”

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