Cittadella-Monza, due filosofie all’opposto: il budget più piccolo contro quello più grande

Marchetti si complimenta con i brianzoli: “Berlusconi e Galliani sono intenditori di calcio”

di Redazione PadovaSport.TV

Due modi di gestire un club calcistico, agli estremi, si troveranno domani al Tombolato uno di fronte all’altro. Il Monza di Berlusconi, che segue da ormai due anni un ambizioso progetto (la prima storica serie A) grazie alla forza economica disponibile e il piccolo-grande Cittadella, ormai divenuto un modello nel calcio italiano. I brianzoli hanno fretta, motivo per cui hanno acquistato a suon di milioni giocatori già “fatti e finiti” molti dei quali con un curriculum prestigioso in dote. I granata persistono nel loro modo di operare: creare valore “in casa”, pescando giocatori dalle categorie inferiori (quest’anno due dalla serie D) oppure dimenticati (troppo velocemente forse) dagli altri club. CittadellaMonza, domani alle 14 allo stadio Tombolato, sarà una partita davvero particolare. Saranno di fronte, infatti, la squadra che ha speso di più sul mercato dell’intera Serie B e cioè il Monza di Adriano Galliani e Silvio Berlusconi e quella che ha speso di meno, ossia il Cittadella di Andrea Gabrielli.

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Un dato su tutti. Mentre il Monza spendeva 4,5 milioni di euro per acquistare il capocannoniere della Serie A croata Mirko Maric, il Cittadella ne incassava poco meno di due per la cessione di Davide Diaw. E poi faceva il bis con la cessione di Alberto Paleari al Genoa, sostituendo i due con autentiche scommesse a buon mercato: «Ma non la metterei su questo piano – si schernisce il dg Stefano Marchetti, intervistato dal Corriere Veneto – Galliani e Berlusconi sono due grandi intenditori di calcio e lo hanno dimostrato nel corso degli anni. Io credo che Cittadella e Monza siano due belle realtà della Serie B e che quello che le accomuna sia la voglia di vincere e, allo stesso modo, di fare un bel calcio». Marchetti ricorda anche i tanti affari fatti con il Milan nel corso degli anni: «Ricordo tante operazioni – sorride il dg – ad esempio Scaglia, Lora e Vido. Per Luca, in particolare, ho ben stampato in mente il momento in cui firmò il contratto e in cui Galliani gli disse di comportarsi sempre nella maniera corretta, perché avrebbe portato in giro per l’Italia e in questo caso a Cittadella il nome del Milan. Lo stile Milan, insomma, lo vedevi anche da queste cose». Ma il legame tra Berlusconi e Cittadella ha radici ancora più profonde: il Cavaliere fu ospite negli anni ’90 a casa dell’allora presidente Angelo Gabrielli, che conosceva bene, durante una sua visita in Veneto. Domani però la sua presenza non è confermata.

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