Monza-Cittadella, Gabrielli: “Scontro diretto? Abbiamo obiettivi diversi. Ricordo quando Berlusconi venne a casa nostra”

Dai brianzoli il presidente granata prenderebbe un giocatore: “Facile dire un attaccante, invece…”

di Stefano Viafora

Il dato sugli ingaggi racconta di due mondi a distanza siderale, che rappresentano due filosofie diverse di fare calcio. Ma la classifica e il rettangolo verde, unico giudice, intrecciano le storie di Monza e Cittadella, di fatto rivali per la serie A. Sabato è in programma (ore 16) a Monza il ritorno e il presidente granata Andrea Gabrielli sarà in tribuna a godersi lo spettacolo. Ma guai, specie in questa settimana, a parlare di stessi obiettivi: “Noi dobbiamo restare fermi sulle nostre convinzioni – spiega il numero uno del Cittadella a PadovaSport – sulla nostra realtà, altrimenti poi ci facciamo male. La classifica ci vede vicini, ma restano obiettivi diametralmente opposti. Dobbiamo solamente pensare a scendere in campo concentrati, non sbagliare l’approccio alla gara ed evitare certe disattenzioni, come contro la Reggiana. Il Monza non perdona”.

Gabrielli durante la festa promozione in B

Il Monza si è costruito una comoda autostrada per raggiungere la serie A. Il Cittadella, se mai dovesse riuscirci, lo farà con un sentierino di montagna tortuoso e in salita: poi, però, sarà ancora più bello godere del panorama. Da una parte c’è l’ambizione di divorare il campionato perché il tandem Berlusconi-Galliani ha fretta di tornare a godersi il palcoscenico più alto del calcio italiano, dall’altra c’è un club che come obiettivo primario ha la valorizzazione della rosa, dopo aver blindato la categoria per un altro anno (obiettivo, questo, già in cassaforte).

E a proposito di Berlusconi, una ventina d’anni fa fu ospite proprio a casa Gabrielli: “Ricordo bene quella bella serata – ci spiega Gabrielli – fu ospite di mio papà Angelo quando venne a Cittadella, credo per un’occasione legata alla politica regionale. C’era tutto lo Stato Maggiore del suo partito, era estate e per l’occasione preparammo un buffet nel parco. Ho ancora le foto a casa, si parlò anche del Cittadella che in quegli anni conquistò la prima serie B e il Cavaliere, particolarmente brillante quella sera, si dimostrò interessato alla nostra esperienza nel calcio. Non ho più avuto occasione di rivederlo, spero di incontrarlo allo stadio”.

Stima reciproca

Il rapporto tra i due club oggi è buono anche grazie alla collaborazione in sede di mercato tra Adriano Galliani e Stefano Marchetti: “L’ho incontrato a Roma qualche giorno fa, in occasione dell’elezione di Gravina – continua Gabrielli – Abbiamo parlato ovviamente della partita di sabato, lui ha sempre avuto stima per la nostra realtà e conosce bene Marchetti, specie dopo l’operazione-Scaglia”. A proposito di ex, il Cittadella si ritroverà di fronte da avversario Davide Diaw, passato a gennaio al Monza (è stato uno dei grandi colpi ad effetto dei brianzoli): “È presto per giudicare la sua esperienza a Monza, certo che in quello spogliatoio il tasso tecnico è alto e la competizione forte, si trova in una realtà diversa dalle precedenti (Entella, Cittadella, Pordenone…), dove era elemento centrale. Sarà comunque in grado di capire il salto di posizione e le sue qualità verranno fuori senz’altro”.

E se per un momento il presidente Andrea Gabrielli decidesse di cambiare strategia e spendere tanto per un giocatore, chi prenderebbe dal Monza? “Solo per gioco, perchè appunto non è la nostra filosofia, dico Donati. É facile parlare del reparto offensivo del Monza, ma io dico un difensore. Sono rimasto affascinato dal suo lancio millimetrico sulla testa di Balotelli”.

Poi un flash finale sul Tombolato, perchè se la serie A rimane un sogno, lo stadio è un progetto molto concreto: “Stiamo valutando tutti i numeri del caso, dobbiamo capire se siamo in linea con la parte preventivata. Va detto che c’è stata un’esplosione dei costi dei materiali. La cosa importante è partire con i numeri giusti”.

 

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