Chiariamo subito: il Venezia è più forte della Luparense. Non serviva certo la gara del Penzo per capirlo, anche se il neo allenatore dei padovani Enrico Cunico aveva provato la difesa a cinque per arginare la forza avversaria. Invece se, pronti via, ti trovi sotto per uno a zero, poi diventa difficile scalare la montagna arancioneroverde. Per sollevare i tifosi luparensi, possiamo dire che forse la gara del Sant’Elena non era la più adatta per sperare di portar via dei punti ma siccome ogni partita fa storia a sé e si parte sempre dallo 0-0, i rossoblu erano arrivati in laguna con le migliori intenzioni. Giusto che sia così ma poi quando vai in campo e dall’altra parte hai un intero attacco titolare che segna, inutile stare lì a recriminare. Eppure a fine gara Cunico ha trovato degli ottimi spunti da cui ripartire, perché la squadra non è malaccio e il torneo è ancora lungo; dall’altra parte c’era quel Venezia già visto in queste domeniche e destinato a vincere il girone. Poi nel calcio può succedere di tutto ma è senza dubbio la più forte. La squadra di Paolo Favaretto ha sempre avuto in mano la partita; è vero che Murano non è che abbia dovuto fare il Superman della situazione ma è altrettanto vero che il Venezia quando c’era da spingere, lo ha fatto senza guardare in faccia nessuno. Per giunta, ha segnato tre gol di buona fattura e colpito pure una traversa con Barreto a zero metri dalla linea di porta. Neanche il tempo di capire che aria tira, visto il vento sul Sant’Elena, e i padovani devono già rincorrere, perché l’assist di Gualdi per Fabiano è di quelli al bacio, che taglia fuori la difesa luparense e mette il numero dieci davanti al portiere: 1-0 e palla al centro. Gli ospiti avrebbero segnato anche l’immediato pareggio ma Nichele è oltre la difesa avversaria quando colpisce di testa e infila Vicario. È quasi un fuoco di paglia, perché il Venezia riprende in mano le redini della gara che chiude, di fatto, poco prima del riposo con Serafini, bravo a sfruttare un’incertezza di Murano su azione da calcio d’angolo. Si rientra e Cunico prova ad alzare i centimetri in attacco con Paganelli, mentre dall’altra parte arriva subito il tris con un bel diagonale di Carbonaro, applaudito da tutto lo stadio. A questo punto la Luparense prende coraggio, tanto c’è poco da perdere, e lo stesso Paganelli avrebbe la palla per ridare un po’ di sapore alla partita ma spreca malamente calciando in curva da pochi passi. Chiude il gol di Serafini
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