Un episodio piuttosto insolito nella cittadina della bassa padovana, dove coesistono tifosi di entrambe le "sponde"
Chi lo avrebbe detto? Il Cittadella ha fatto proselitismo anche a Este, agli antipodi della Provincia padovana. Da qualche anno è nato infatti un gruppo denominato Este Granata, guidato da Jacopo Garavello, 28 anni. E' lui che ci contatta per raccontarci dell'episodio avvenuto questa notte, spiegando anche come è nata la sua passione per la squadra dell'Alta: "Sono nato a Este e vivo nell'immediata periferia, a Deserto. Mi sono innamorato del Cittadella quando mio papà ha iniziato a portarmi nei primi anni 2000 a vedere i granata giocare la serie B all'Euganeo. Da allora seguo sempre la squadra, in casa e in trasferta. Io e il mio amico Umberto Zandolin abbiamo creato un gruppo di fedelissimi, riconoscibili per la bandiera personalizzata (vedi foto). Una bandiera - spiega Jacopo - che abbiamo portato a Napoli, Castellammare, Genova, Firenze. Ha per me un grandissimo valore affettivo". Poi l'accusa: "Era attaccata come sempre alla ringhiera di casa con dei cordini, questa notte è sparita. Non posso avere la certezza, ma non credo di sbagliarmi se dico che sono stati i tifosi padovani che risiedono qui a Deserto e a Este". Una rivalità che, nel paese, sta crescendo con il tempo, esasperata probabilmente in questi giorni dalla promozione conquistata dal Cittadella. So che qui diamo fastidio - continua Garavello che, ironia della sorte, ha trovato lavoro a Cittadella, in un'azienda che fa capo alla famiglia Gabrielli - fino adesso però ci si era limitati a prese in giro e sfottò, come dovrebbe essere. Il furto della bandiera è davvero troppo per me".
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