Tonazzo, finisce male la lunga trasferta pugliese

di Redazione PadovaSport.TV

La trasferta più lontana è anche quella più breve. I 753 chilometri che separano Molfetta da Padova si traducono, all’atto pratico, in una partita durata appena 83 minuti effettivi. Pochi, troppo pochi. La partenza ad handicap che ormai è una costante nella stagione della Tonazzo, sempre costretta a inseguire l’avversario in tutte e cinque le giornate disputate sin qui in Superlega, stavolta non porta alla reazione sperata. Per la seconda volta dopo il disastroso esordio contro la Ninfa Latina, capitan Orduna e soci non incamerano alcun set, anche se è doveroso precisare che i bianconeri sono andati davvero vicini al momentaneo 1-1. La chiave dell’incontro, a ben guardare, è tutta racchiusa nella gestione delle fasi finali di quella seconda frazione, in cui i due sestetti sono rimasti appiccicati sino al muro di Candellaro su Giannotti, che ha portato i pugliesi sul 2-0. L’unica consolazione della giornata? Comunque vada a finire il posticipo di domani sera fra Milano e Monza, le formazioni che al momento sono alle spalle in classifica, almeno una delle due resterà dietro agli uomini di Baldovin. La Marsigliese. I momenti che precedono la gara, al PalaPoli, sono i più toccanti. Il minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati Parigi, voluto in tutti gli impianti, è preceduto dalle note della “Marsigliese”, che i 1.700 spettatori ascoltano in piedi. In campo, la novità principale è data dalla presenza di Diamantini (ex di turno) al posto di Volpato, abbastanza sotto tono nelle ultime uscite dei padovani, mentre Cook, smaltito l’attacco febbrile che l’aveva colpito negli scorsi giorni, parte comunque dalla panchina. Si capisce ben presto cosa va e cosa non va. Da una parte della rete il cubano Hernandez riesce a passare con una certa regolarità, candidandosi subito al ruolo di miglior attore protagonista di un match che chiuderà con 18 punti all’attivo, fra cui 4 ace. Dall’altra, l’attacco della Tonazzo fatica a esprimersi con continuità: Giannotti si difende pure, ma Berger e Quiroga sono ancora una volta troppo discontinui per sperare di spuntarla, tant’è che Baldovin proverà proprio la carta Cook per risollevare un incontro che presto sembra mettersi male. La rincorsa. La cronaca della gara parla di un primo set equilibrato solo nella prima parte, sino al 13 pari. De Barros Ferreira e Randazzo piazzano l’allungo (19-15), anche se a spostare del tutto gli equilibri sono gli ace di Hernandez, alla fine votato come miglior giocatore sotto rete. Al cambio di campo Berger e Giannotti guidano gli ospiti sul 5-8. In questa fase, però, Padova commette più errori e consente all’Exprivia di tornare sotto, sino al 17-17. Da lì in poi i sestetti viaggiano a braccetto, sino al punto di Candellaro a muro, già raccontato, che chiude la frazione. Gli uomini di Baldovin ci riprovano e partono meglio pure nel set successivo: con Cook in campo per Quiroga volano sul 6-10. A quel punto, però, è ancora il servizio di Hernandez a spostare il match nella direzione dei pugliesi: dall’8-12 si passa al 12-13. Il vantaggio dei padroni di casa arriva sul 20-19 dopo due errori in attacco di Cook e Giannotti, che danno il “la” alla fuga di Molfetta, sempre avanti sino al 25-23 finale. Si conferma così la tradizione che vede i bianconeri sempre sconfitti al PalaPoli. E domenica prossima, alla Kioene Arena, arriverà la Sir Perugia, non proprio l’avversario più comodo per riscattare un ko come questo.

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