Le emozioni, la passione, le parole di un grande tifoso del Padova. Sempre in Curva Fattori, sempre in trasferta. "Parola di tifoso" (PDT) è lo spazio dedicato al tifo biancoscudato, quello vero. Senza filtri.


PRECISAZIONI. Prima di cominciare, quest’oggi, sono costretto ad utilizzare questo spazio per puntualizzare una mia posizione, peraltro espressa molto bene nell’articolo “Le porcate d’estate”. Non amo fare questo tipo di puntualizzazioni, ma la cosa si rende necessaria dopo l’editoriale in cui Stefano Viafora ha dovuto prendere le distanze dissociandosi pubblicamente dal mio articolo, e si rende necessaria proprio perché nei confronti di Stefano come del resto della Redazione di Padova Sport non ci sono mai stati problemi di sorta, e non vuole questo mio intervento sortire nessuna polemica. Semplicemente rispetto la posizione di Stefano, ma mi trovo in disaccordo quando lui dice che con le mie parole avrei insinuato il dubbio della manomissione da parte di persone vicine al Calcio Padova nel sondaggio lanciato da Padova Sport sul tema del nuovo logo del Calcio Padova. Fatta premessa che tale manomissione si è effettivamente verificata, come ha potuto constatare la stessa redazione di Padova Sport, e premesso altresì che ad ogni modo questo non cambia le opinioni della tifoseria che sono IN MAGGIORANZA SCHIACCIANTE favorevoli al vecchio logo; io nel mio articolo non ho accusato proprio nessuno di aver manomesso alcunchè. Riporto testualmente: “…Per non parlare della farsa assolutamente ridicola di manomettere i voti del sondaggio on line, che mi auguro sinceramente che non sia partita da quell’ufficio (anche se tutte le strade portano in quella direzione)”. Come si può leggere, io faccio chiaramente capire che non ho elementi per stabilire chi sia l’autore della manomissione, che pensando male potrei anche credere all’ipotesi che l’autore sia qualcuno che lavora presso l’ufficio marketing del Calcio Padova (“A pensar male si commette peccato, ma quasi sempre ci si azzecca…” diceva qualcuno, ed io non voglio vedermi aprire le porte degli inferi in quanto peccatore, magari con la beffa di scoprire nell’aldilà che avevo pure ragione!), ma che è una teoria che non accetto e che mi auguro sinceramente possa essere smentita. Ci leggete qualche accusa in tutto ciò? Sfido chiunque a non aver mai commesso il “peccato” di pensar male in queste occasioni! Ma ancora non mi risulta che il sospetto rientri nella casistica dei reati penalmente perseguibili…

Detto questo, ed appurata l’indubbia buona fede nelle parole del Calcio Padova, mi viene da pormi una domanda: che necessità c’era di scrivere un editoriale per prendere le distanze da una mia accusa che nemmeno può definirsi tale? Mi viene da pensare che Stefano abbia agito così in quanto qualcuno gli abbia fatto capire di essersi sentito offeso, ed abbia voluto un chiarimento sulla questione. E’ un mio pensiero, e la cosa sarebbe legittima, ma mi chiedo ancora: perché questa necessità di mettere le mani avanti e di sentirsi offesi tanto da chiedere una pubblica dissociazione al direttore di Padova Sport (che non aveva alcuna colpa di quanto avevo scritto io, firmandomi) a causa di un articolo che scava scava non accusa nessuno? Ed ancora: se per ipotesi (ma sottolineo che si tratta di un ipotesi) ad essersi sentita chiamata in causa fosse gente legata all’ufficio marketing o alla Società Calcio Padova in generale, perché non dimostrare la propria assoluta buona fede contribuendo a far chiarezza sulla manomissione del sondaggio, e magari adoperarsi per far si che venga affrontato un referendum vero e proprio, che consenta di chiarire una volta per tutte la posizione della maggioranza della tifoseria, come fu nel 2001?

Ognuno tragga le proprie conclusioni…

 

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LA POSTA DEI LETTORI. Questa settimana diamo spazio a Luca di Padova: “Ciao la Padovabene! Sono Luca un tifoso del padova abbonato da 10 anni. Voglio manifestare con questa mail quello che penso sulla tessera del tifoso. Intanto mi sembra ovvio che questa porcata sia illegale sopratutto perche' mina la liberta' di ogni tifoso, non permettendo di assistere alle partite liberamente, di fatto violando la costituzione, e penso che sia proprio per questo che il nostro caro ministro dell'interno non l'ha ancora tradotto in decreto quello che vuole fare perche' sa' benissimo che e' incostituzionale. Tutti gli altri motivi come: "sei schedato", "sanno cosa fai" ecc.. mi trovano un po' in disaccordo visto che ormai sono plurischedato (essendo iscritto all'universita' sanno tutto su di me e la mia famiglia, anche i nostri redditi) quindi questo non sarebbe un problema cosi' grave, e per quanto riguarda "sanno cosa fai" la reputo un esagerazione visto che con un chip possono solo rilevare se ero alla partita o no per il resto non sapranno mai nulla (non cambia molto rispetto ai biglietti nominali), e' come il chip di una qualsiasi carta di credito che contiene i tuoi dati personali e rileva le tue operazioni bancarie. Detto cio' e' onorevole la tua campagna attraverso l'unico mezzo di comunicazione democratico che ci e' rimasto ossia internet, pero' secondo me bisogna fare un passo in piu'! Non ci si puo' limitare a dire NON FATE LA TESSERA DEL TIFOSO, bisogna invece impedire che si attui, se no e' inutile dire NON BISOGNA ARRENDERSI, quando in realta' se entra in vigore questa normativa abbiamo gia' perso tutti anche chi non se la fa' la tessera, perche' c'e' gente come me che si ritova a scegliere tra continuare o no ad andare in curva e non semplicemente non mi faccio la tessera tanto dopo le partite le vedo lo stesso.....In conclusione quello che propongo e', inoltre alla campagna che stai portando avanti, di organizzare una manifestazione, scendere in strada davanti alla sede e manifestando tutto il nostro amore per il biancoscudo e far capire alla dirigenza che siccome questa troiata non e' legge non si e' obbligati a rispettarla, altrimenti si ritroveranno senza quella parte di tifo che ha salvato la squadra dalla retrocessione quest'anno e che nei periodi bui era sempre presente! Sarebbe bello per esempio che alla prossima presentazione di un qualsiasi acquisto ci trovassimo in un folto gruppo con bandiere e striscioni e interrompessimo la conferenza stampa per permettere a capi ultras di parlare con la dirigenza e di far capire le nostre esigenze, questo gesto otterrebbe una grossa rilevanza su tutti i mezzi di stampa e sensibilizzerebbe di piu' la dirigenza e magari Cestaro potrebbe ascoltarci perche' dubito, per quanto tu ti sforza a pubblicizzare la tua contrarieta', che il signor Gianni Potti e compagnia bella leggano quello che tu scrivi! Bisogna muoversi in massa e provare il tutto per tutto altrimenti avremo perso a prescindere!

P.S. Ti ringrazio personalmente per lo spazio e il tempo che concedi a tutti noi tifosi per dire la loro.”
. Caro Luca, io credo che si possa fare ben poco per impedire l’entrata in vigore della Tessera, visto che il Ministero degli Interni ha deciso abbondantemente da qualche anno, nonostante tutti i rinvii che ci sono stati. E credo che servirebbe a poco anche una manifestazione, in quanto l’entrata in vigore di questo scempio non è stato deciso dal Calcio Padova come da nessun altra società, ma è stato loro IMPOSTO. Mi spiego meglio: è dall’estate scorsa che il ministro Maroni parla di questa Tessera, della necessità di farla entrare in vigore e minaccia di far giocare a porte chiuse le società che non si adegueranno. Ovvio che la Tessera non è legge, ma qui siamo nel paese delle circolari che vengono spacciate per legge. E considerato che l’ultima parola sull’agibilità o meno di un’impianto ce l’hanno sempre Prefettura e Questura e che tutti sappiamo da chi sono dirette, puoi star pure sicuro che ciò che non è obbligatorio per legge lo impongono. Del resto, siamo nel paese delle “non-responsabilità”: i comuni sono proprietari degli stadi ma vorrebbero che fossero le società a caricarsi i costi della sicurezza sulle spalle (in questo senso Zanonato è un meraviglioso esempio di contradizione, basta che lo senti parlare…), le società non vogliono assumersi la responsabilità degli impianti visto che loro ne usufruiscono ma non hanno scelto loro gli stadi e non abbiamo impianti di proprietà in Italia (vorrei vedere chi sarebbe il pazzo che, dovendo costruire uno stadio per il Calcio in base alle proprie esigenze, va a costruire l’Euganeo, per dirti!), la Polizia si assume volentieri la responsabilità purchè si giochi alle proprie regole. E la strada intrapresa dalle forze dell’ordine italiane in questo senso è molto chiara: stadi sempre più vuoti. Come a dire che prevenire è meglio che curare, e per non dire che la polizia italiana ha delle enormi lacune strutturali ed in termini di capacità di gestione dell’ordine pubblico (lo sanno anche all’estero e lo dicono apertamente, ma qui continuano ad insabbiare tutto con una spruzzata di “amor di patria” posticcio ed a menarla con gli eroi che rischiano la vita per pochi euro, praticamente gratis… Ne voglio uno anchio da mettermi sul comodino, se è gratis!). Chiarito questo, puoi ben capire che il Calcio Padova come società ha ben poche colpe sull’adozione della Tessera del Tifoso. Al massimo potranno venire incontro ai propri tifosi in qualche maniera, per esempio con la prevendita dei biglietti per i vecchi abbonati (come ha fatto la Sampdoria), e mi auguro che lo facciano. Gli unici che possiamo far saltare la Tessera siamo noi tifosi, rifiutandola semplicemente e rinunciando all’abbonamento. Ovvio che sarà un sacrificio per tutti, e che sarebbe molto più comodo e meno dispendioso avere il proprio abbonamento in tasca ed evitare le prevendite; ma se si vuole ottenere qualcosa bisogna anche saper soffrire, in quanto non ti regala nulla nessuno (e noi lo sappiamo molto bene!). Relativamente alla questione della schedatura, il problema non è tanto quello di mettere i propri dati personali in mano a degli sconosciuti: il vero problema, la cosa inaccettabile, è chiedere il permesso alla questura di potersi fare l’abbonamento alla propria squadra, senza aver commesso nessun reato! Questo è ciò che nessuno può accettare, questa è la fidelizzazione che vogliono loro: mi sei antipatico? Bene, non ti faccio entrare allo stadio negandoti la tessera del tifoso. Tanto cmq l’ultima parola spetta sempre a me, questurino di turno che debbo firmare il nulla-osta, altrochè “non ho fatto niente e non ho niente da nascondere!”. Relativamente al tuo “decidere se continuare o meno a venire in curva”, io non voglio mettere bocca nella tua situazione personale ed economica, ma ti faccio notare che nell’arco di un mese il vedere le sole partite casalinghe ti verrebbe a costare 26 €. Ovvio che quei soldi stanno meglio in tasca, ma parliamo comunque di una cifra abbordabile. Si tratta di qualche birra in meno, o di rinunciare a una serata al mese con gli amici. Insomma, se vuoi e se ci tieni, credo che il modo di venirti a vedere le partite lo stesso lo troverai. Magari privilegerai le partite che ti interessano di più, o ti concentrerai di più sulle trasferte che sulle partite in casa. Te lo dice uno che da studente, ha rinunciato a più di qualche sabato sera per risparmiare i soldi della domenica in trasferta…


Dite la vostra a: lapadovabene@hotmail.it


TESSERA DEL TIFOSO: QUELLI CHE NON CI STANNO! Ci sono molte tifoserie in Italia, anche numerose, anche di primo piano, che non accetteranno la Tessera del Tifoso. Ovviamente i loro comunicati non vengono passati per i telegiornali, perché trattasi di verità scomoda, ma sono facilmente consultabili su qualsiasi sito internet. L’ultima parte del post odierno quindi la voglio occupare per una piccola “conta” di coloro che vogliono restare delle persone libere anche allo stadio. Partendo dalla serie A, quella categoria in cui molti pensano erroneamente che tutti si faranno la tessera. Ad onor del vero l’unica tifoseria ad aver pubblicamente espresso il proprio “Si” alla tessera (a malincuore, dicono) sono gli interisti. Per far questo la Curva Nord Milano ha emesso un lungo comunicato che a mio modo di vedere non dice nulla o quasi, ma è abbastanza lungo da scoraggiare la maggior parte di coloro che volessero cimentarsi nella lettura e nella comprensione. In casa juventina la posizione è più ambigua: pur condannando a parole la tessera, i Drughi lasciano libertà di scelta se sottoscriverla o meno, mentre i Drughi Roma boicotteranno la campagna abbonamenti. In casa milanista invece non è ancora emersa nessuna posizione ufficiale, anche se uno striscione esposto l’ultima di campionato che invitava la tifoseria rossonera a dare un segnale di fedeltà abbonandosi in massa direi che è abbastanza eloquente in questo senso. A Palermo la tifoseria è divisa in questo senso: le Brigate Rosanero aderiranno alla Tessera, mentre Ultras Curva Nord, Warriors e Borgo Vecchio Sisma non aderiranno e boicotteranno la campagna abbonamenti. Stessa situazione a Firenze dove il Parterre della Fiesole ovvero coloro che nelle partite interne occupano la parte più bassa del settore, boicotteranno la campagna abbonamenti, mentre il CAV ha una posizione più conciliante. E passiamo invece alle posizioni più radicali, partendo dalla capitale: il gruppo Curva Nord Lazio ha annunciato il proprio scioglimento con un duro comunicato in cui fa intendere chiaramente che nella prossima stagione loro seguiranno la Lazio ma non metteranno piede in uno stadio. I cugini romanisti boicotteranno la campagna abbonamenti, ma al contrario continueranno a seguire attivamente la propria squadra, prendendosi quando necessario i biglietti di altri settori. Proprio in casa giallorossa si è stilata una prima statistica: di 15.000 “As Roma Privilege Card” emesse, solo una su due riguarda un vecchio abbonato. Si profila un clamoroso flop. Anche le due tifoserie genovesi boicotteranno completamente la tessera, ma in questo caso hanno potuto contare sull’appoggio delle rispettive società che hanno saputo venire incontro ai tifosi più caldi: sia il Genoa che la Sampdoria infatti faranno una prelazione nella vendita di biglietti a favore dei vecchi abbonati, che non rinnoveranno l’abbonamento a causa della tessera. Boicotteranno le rispettive campagne abbonamenti le curve di Bari, Bologna, Brescia, Cesena, Lecce, Napoli e Parma; e tutti per optare per i singoli biglietti da prendere partita dopo partita, mentre in trasferta andranno ad occupare uno dei settori riservati ai tifosi di casa. Più dura in questo senso la posizione dei catanesi che boicotteranno la tessera e la campagna abbonamenti e pare che si asterranno dal tifo per tutta la stagione. Ancora nulla è trapelato da Cagliari e da Udine, ma le rispettive tifoserie pur non esprimendosi in nessun comunicato, hanno fatto capire abbondantemente che non aderiranno alla tessera…

Nelle categorie minori i “No alla Tessera” sono ancora più numerosi e più decisi, e vengono anche da piazze tradizionalmente grosse ed importanti: Torino, Vicenza, Pisa, Atalanta, Arezzo, Lucchese, Cosenza, Como, Cremonese, Livorno, Gubbio, Pescara, Poggibonsi, Pergocrema… Sono solo alcune di quelle che hanno reso il proprio dissenso ufficiale, ma molte altre stanno aderendo o aderiranno a breve. Insomma, la Tessera deve ancora partire ufficialmente, ma è già un mezzo fallimento. Complimenti vivissimi.

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